La miopia, condizione visiva che colpisce oltre 2 milioni di giovani in Italia, sta diventando un tema sempre più preoccupante. Secondo un’indagine condotta da Astra Ricerche per conto di Hoya Vision Care su un campione di oltre 1000 genitori, meno della metà dei bambini effettua una prima visita oculistica entro i quattro anni di età, nonostante l’80% dei genitori consideri il controllo della vista tra le visite più importanti durante la crescita del figlio. L’80,5% dei genitori attribuisce lo sviluppo della miopia all’utilizzo degli schermi, mentre solo il 51% la collega all’assenza di tempo trascorso all’aperto.
La miopia, se non monitorata adeguatamente, può aumentare il rischio di sviluppare patologie oculari in età adulta. L’aumento del numero di casi tra i giovani ha reso necessario un maggiore impegno nella prevenzione e nella diagnosi precoce. I dati rivelano che quasi un genitore su quattro porta il minore in visita dopo i sette anni o non ha mai sottoposto il figlio a un controllo. Circa tre genitori su quattro ritengono opportuno un controllo almeno annuale, ma poco meno di sei su dieci dichiarano di aver fatto controllare la vista dei propri figli nell’ultimo anno.
Negli ultimi anni, l’innovazione tecnologica ha portato allo sviluppo di lenti specificamente progettate per intervenire sulla progressione della miopia, attraverso tecnologie come la D.I.M.S. Hoya, azienda che per prima ha lanciato una lente oftalmica per la gestione della miopia, ha ulteriormente potenziato questa tecnologia con il Triple Enhanced Design (Ted), dando vita alla nuova MiYosmart iQ. La lente è progettata per migliorare ulteriormente il controllo della progressione miopica. Dai risultati di uno studio clinico randomizzato e controllato, condotto da Hoya Vision Care in collaborazione con The Hong Kong Polytechnic University e presentato al congresso annuale ARVO 2026 di Denver, emerge che, dopo 12 mesi, i 196 bambini miopi di età compresa tra 4 e 12 anni che indossavano MiYosmart iQ non hanno mostrato, in media, una progressione della miopia. Questi dati rappresentano un passo avanti nella gestione della miopia, ma non sostituiscono la necessità di controlli regolari.
“La miopia non è una fotografia scattata in un preciso momento della vita del bambino: è una condizione dinamica che può modificarsi nel tempo. Per questo sono necessari controlli frequenti anche in base all’evoluzione del difetto visivo”, ribadisce Teresio Avitabile, Professore Ordinario di Oftalmologia, Direttore della Clinica Oculistica dell’Università degli Studi di Catania e Presidente Siso. La diagnosi precoce, da sola, non basta, ma rappresenta un elemento chiave per intervenire tempestivamente.
La miopia è una condizione multifattoriale, in cui entrano in gioco sia la predisposizione genetica sia fattori ambientali e comportamentali. “È comprensibile che molti genitori tendano ad attribuire agli schermi un ruolo centrale; tuttavia, oggi sappiamo che conta soprattutto l’equilibrio complessivo delle abitudini visive”, spiega Paolo Nucci, Professore Ordinario di Oftalmologia presso l’Università degli Studi di Milano e Presidente Siops. L’equilibrio tra attività da vicino e momenti trascorsi all’aperto rappresenta un aspetto cruciale per la prevenzione della miopia.
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