La Cgil Calabria ha definito la sospensione del pagamento del bollo auto come una “trovata elettorale”, accusando governo e Regione di non dare risposte concrete alle famiglie e alle imprese in difficoltà. Il sindacato, attraverso il segretario generale Gianfranco Trotta, ha espresso preoccupazione per l’impatto della misura, che si svolgerà nell’anno in cui si torna alle urne, e ha sottolineato come non bastino interventi di carattere temporaneo per risolvere la crisi economica e sociale. La Cgil Calabria è pronta a scendere in piazza il 17 ottobre a Roma e il 14 novembre in Calabria, per chiedere un piano strutturale che affronti i problemi del caro energia, dei salari bassi e della precarietà.
Una mossa elettorale, non una soluzione
Secondo la segreteria della Cgil Calabria, la sospensione del bollo auto non è una misura “salva famiglie”, ma una mossa a fini elettorali. Il sindacato ritiene che il governo non riesca ad andare oltre a un “contentino” e a mettere in campo strumenti per alleggerire realmente il carico sulle famiglie. Inoltre, la misura, che prevede l’esenzione per chi possiede un’utilitaria per uso singolo o di coppia, penalizza chi ha una famiglia numerosa e necessita di un’auto più grande. La Cgil ha anche sottolineato come i fondi destinati a questa misura saranno sottratti a settori nevralgici come sanità e infrastrutture, con un impatto negativo per la Calabria e per il Paese.
La Cgil Calabria chiede un piano strutturale per risolvere la crisi.
La Calabria paga un prezzo alto
La regione Calabria, pur producendo una quantità rilevante di energia, continua a subire costi insostenibili per famiglie e imprese. L’inflazione, che ha raggiunto il 3,3 per cento, è sostenuta dal picco dei prezzi dei beni energetici, cresciuti del 17% su base annua. Questo, unito a salari bassi, lavoro precario e una condizione sociale fragile, ha reso il potere d’acquisto logoro. “Non possiamo continuare ad assistere allo scaricabarile tra Roma e Catanzaro mentre a pagare sono sempre gli stessi: lavoratrici, lavoratori, pensionati e famiglie calabresi”, ha affermato Trotta. La Cgil Calabria chiede al governo nazionale di assumersi le proprie responsabilità e di mettere in campo misure strutturali per risolvere la crisi.
La Cgil Calabria critica la mancanza di una visione di sviluppo per la Calabria.
La Cgil Calabria ha anche criticato la Regione per il suo silenzio e per la mancanza di una strategia politica concreta. “La giunta deve uscire dal silenzio e battere un colpo forte”, ha sottolineato Trotta. La Cgil ritiene che la Regione non possa continuare a rimanere ai margini e deve mettere in campo una strategia regionale sul caro energia, sulla tutela del reddito e sul sostegno alle famiglie e al sistema produttivo. “Manca una visione di sviluppo per la Calabria, manca un piano industriale”, ha aggiunto il sindacato. La Cgil Calabria chiede alla Giunta di convocare immediatamente le organizzazioni sindacali e le parti sociali per affrontare una vera emergenza sociale.
La Cgil Calabria ha anche elencato le misure concrete che ritiene necessarie: difendere il potere d’acquisto dei lavoratori e pensionati, sostenere le famiglie in difficoltà con le bollette, contrastare il caro trasporti e l’aumento dei beni essenziali, sostenere le piccole e medie imprese, utilizzare in modo efficace le risorse regionali ed europee, costruire una politica energetica regionale che produca benefici concreti, e affrontare finalmente i problemi dei salari bassi e della precarietà. La Cgil è pronta a scendere in piazza e lo farà a Roma il 17 ottobre e in Calabria il 14 novembre.



