Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

sabato 19 Settembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Cultura

Battista e Censi in guerra giudiziaria: il caso del milione sparito e il soprannome “monopalla”

Maurizio Battista denunciato per diffamazione e stalking dall’ex manager Censi, accusato di truffa. Il caso si complica con accuse e risposte.

Maurizio Battista, comico romano noto per le sue battute e i suoi spettacoli, è stato denunciato per diffamazione e stalking dall’ex manager Fabio Censi, già accusato di truffa. L’episodio, che ha suscitato dibattito nel mondo dello spettacolo, si svolge in un contesto di tensioni e accuse reciproche, con cifre che sfiorano i due milioni di euro. La denuncia, depositata da Censi, riguarda video pubblicati da Battista nei giorni 14 e 15 settembre 2026, in cui il comico lo definisce «monopalla» e lo accusa di avergli sottratto circa un milione e mezzo di euro. La Procura di Roma ha già aperto un’indagine per truffa, ma per ora si parla di accuse e di una richiesta dei pm.

Diffamazione e minatoria: il quadro delle accuse

Nella denuncia, Censi descrive i comportamenti di Battista come «opera diffamatoria e minatoria» ripetuta nel tempo. Secondo il manager, i video del comico, che non citano mai il suo nome, continuano a definirlo in modo dispregiativo come «monopalla», un soprannome che Censi sostiene essere riferito a lui. L’esposto, firmato dall’avvocato Pietro Nicotera, fa riferimento a 121 video, che potrebbero configurare il reato di stalking. Battista, però, ha risposto affermando che la sua è «la verità, tutta documentata con perizie tecniche».

La sua verità, tutta documentata con perizie tecniche. Battista ha sostenuto che la sua denuncia è precedente e non è motivata da intenzioni minatorie. «Se devo pagare, pago. Se devo incassare, incasso. Però poi lei dovrà rispondere alla mia denuncia», ha detto il comico. La situazione, però, si complica con l’ipotesi che le accuse di Censi possano configurare un reato di diffamazione.

La truffa e i soldi spariti: il contesto

Il caso ha radici in un episodio di truffa, in cui Censi è accusato di aver sottratto circa un milione e 915 mila euro dagli incassi di Battista. La Procura di Roma ha chiuso le indagini, ma ha richiesto il rinvio a giudizio. Secondo il pm Luca Guerzoni, Censi avrebbe utilizzato firme apocrife e operazioni bancarie falsificate per approfittare della fiducia del comico. La società coinvolta, la LML Group, è stata indicata come destinataria delle somme. Per ora, però, non è chiaro se il processo si concretizzerà.

La Procura ha chiuso le indagini, ma ha richiesto il rinvio a giudizio. La situazione, però, si complica con l’ipotesi che le accuse di Censi possano configurare un reato di diffamazione. Battista, che aveva già denunciato Censi per stalking e diffamazione, ha sostenuto che la sua denuncia è precedente e non è motivata da intenzioni minatorie. La guerra tra Battista e Censi sembra essere entrata nel settore giudiziario, con il rischio di un processo. Mentre Censi sostiene di essere vittima di un’opera diffamatoria, Battista afferma di difendere la sua verità. La Procura di Roma, però, non ha ancora dato un parere definitivo. Il caso, che ha suscitato interesse nel mondo dello spettacolo, potrebbe diventare un esempio di come le accuse reciproche possano evolvere in procedimenti legali.

Leggi anche