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sabato 19 Settembre 2026

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Economia

Costi in aumento per l’autotrasporto: 11 mila euro in più per ogni camion in sei mesi

Costi dell’autotrasporto in aumento: 11 mila euro in più per camion in sei mesi, preoccupazioni per Basilicata.

Le imprese di autotrasporto in Basilicata stanno affrontando un aumento dei costi del carburante che, in sei mesi, ha portato a un incremento di oltre 11 mila euro per ogni camion. L’associazione Confartigianato ha reso noto che il caro-gasolio sta mettendo sotto pressione le piccole aziende, che non riescono a sostenere i rincari senza compromettere liquidità e margini. La situazione, aggravata da un aumento del 54,3% del prezzo del gasolio tra febbraio e settembre, ha reso necessario un intervento immediato per sostenere il settore.

Un settore in crisi e in pericolo

Il comparto dell’autotrasporto, che rappresenta un pilastro per la competitività della Basilicata, ha visto un calo del 17,3% delle imprese negli ultimi dieci anni, passando da 1.105 a circa mille aziende. La rete di trasporto è strettamente legata alle filiere produttive regionali, come l’automotive del Melfese, l’estrazione, l’agroalimentare e la manifattura. Per le piccole imprese, ogni aumento del costo del carburante ha un impatto diretto sui margini, rendendo necessario un sostegno concreto.

La spesa per il pieno di un tir arriva a costare quasi 2.000 euro.

Secondo i dati forniti da Confartigianato, il pieno di un tir, con un serbatoio da 900 litri e una percorrenza media di 3.000 chilometri al mese, ha visto un incremento del costo da 1.503,78 a 1.971,61 euro. Con quattro pieni al mese, il costo mensile è salito da 6.015 a 7.886 euro, con un aggravio di 1.871 euro. In sei mesi, il totale dei costi aggiuntivi per ogni camion arriva a 11.227,92 euro. Questo dato rappresenta una pressione economica significativa per le aziende, soprattutto quelle di piccole dimensioni.

Chiesto intervento governativo e sblocco di fondi

Confartigianato Trasporti ha chiesto al governo di evitare nuovi tagli generalizzati delle accise e di concentrare gli interventi sulle imprese di autotrasporto maggiormente esposte. L’associazione ha anche richiesto di rendere strutturale il credito d’imposta o di rafforzare strumenti già operativi, come i rimborsi dei pedaggi autostradali e le deduzioni forfetarie per le imprese artigiane. Inoltre, ha chiesto lo sblocco di 590 milioni di euro per il rinnovo del parco veicolare e una revisione delle norme europee sui tempi di guida e di riposo.

Le imprese lucane non hanno ancora ricevuto un euro del credito d’imposta.

Il presidente di Confartigianato Trasporti, Claudio Riva, ha evidenziato che le imprese stanno sostenendo i maggiori costi adesso e hanno bisogno di liquidità immediata. «Ancora non abbiamo ricevuto un euro – ha detto Riva –. Le imprese stanno sostenendo i maggiori costi adesso e hanno bisogno di liquidità adesso». La richiesta del settore è di interventi rapidi e strutturali, che permettano alle aziende di programmare, investire e rinnovare il parco mezzi. La situazione in Basilicata rappresenta un problema non solo economico, ma anche territoriale. Mille imprese, migliaia di lavoratori e una rete di trasporto indispensabile per tenere insieme produzione e mercati. Il rischio, avverte Confartigianato, è che l’aumento dei costi finisca per accelerare quel processo di riduzione del numero delle imprese che negli ultimi dieci anni ha già portato il comparto lucano a perdere quasi un’azienda su cinque.

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