Le imprese di autotrasporto in Basilicata stanno affrontando un aumento dei costi del carburante che, in sei mesi, ha portato a un incremento di oltre 11 mila euro per ogni camion. L’associazione Confartigianato ha reso noto che il caro-gasolio sta mettendo sotto pressione le piccole aziende, che non riescono a sostenere i rincari senza compromettere liquidità e margini. La situazione, aggravata da un aumento del 54,3% del prezzo del gasolio tra febbraio e settembre, ha reso necessario un intervento immediato per sostenere il settore.
Un settore in crisi e in pericolo
Il comparto dell’autotrasporto, che rappresenta un pilastro per la competitività della Basilicata, ha visto un calo del 17,3% delle imprese negli ultimi dieci anni, passando da 1.105 a circa mille aziende. La rete di trasporto è strettamente legata alle filiere produttive regionali, come l’automotive del Melfese, l’estrazione, l’agroalimentare e la manifattura. Per le piccole imprese, ogni aumento del costo del carburante ha un impatto diretto sui margini, rendendo necessario un sostegno concreto.
La spesa per il pieno di un tir arriva a costare quasi 2.000 euro.
Secondo i dati forniti da Confartigianato, il pieno di un tir, con un serbatoio da 900 litri e una percorrenza media di 3.000 chilometri al mese, ha visto un incremento del costo da 1.503,78 a 1.971,61 euro. Con quattro pieni al mese, il costo mensile è salito da 6.015 a 7.886 euro, con un aggravio di 1.871 euro. In sei mesi, il totale dei costi aggiuntivi per ogni camion arriva a 11.227,92 euro. Questo dato rappresenta una pressione economica significativa per le aziende, soprattutto quelle di piccole dimensioni.
Chiesto intervento governativo e sblocco di fondi
Confartigianato Trasporti ha chiesto al governo di evitare nuovi tagli generalizzati delle accise e di concentrare gli interventi sulle imprese di autotrasporto maggiormente esposte. L’associazione ha anche richiesto di rendere strutturale il credito d’imposta o di rafforzare strumenti già operativi, come i rimborsi dei pedaggi autostradali e le deduzioni forfetarie per le imprese artigiane. Inoltre, ha chiesto lo sblocco di 590 milioni di euro per il rinnovo del parco veicolare e una revisione delle norme europee sui tempi di guida e di riposo.
Le imprese lucane non hanno ancora ricevuto un euro del credito d’imposta.
Il presidente di Confartigianato Trasporti, Claudio Riva, ha evidenziato che le imprese stanno sostenendo i maggiori costi adesso e hanno bisogno di liquidità immediata. «Ancora non abbiamo ricevuto un euro – ha detto Riva –. Le imprese stanno sostenendo i maggiori costi adesso e hanno bisogno di liquidità adesso». La richiesta del settore è di interventi rapidi e strutturali, che permettano alle aziende di programmare, investire e rinnovare il parco mezzi. La situazione in Basilicata rappresenta un problema non solo economico, ma anche territoriale. Mille imprese, migliaia di lavoratori e una rete di trasporto indispensabile per tenere insieme produzione e mercati. Il rischio, avverte Confartigianato, è che l’aumento dei costi finisca per accelerare quel processo di riduzione del numero delle imprese che negli ultimi dieci anni ha già portato il comparto lucano a perdere quasi un’azienda su cinque.



