Domenica 20 settembre 2026, l’Aspromonte reggino ha accolto un gruppo di escursionisti per un’esperienza unica: un’escursione lungo il percorso delle Rocche degli Smaledetti, un itinerario che unisce la bellezza della natura con le tracce della storia e della cultura locale. L’appuntamento, organizzato come parte del programma “Una Storia in Cammino”, ha visto partecipanti provenienti da diverse aree, tutti accomunati dall’interesse per la geologia, la flora e le tradizioni del territorio. L’escursione ha avuto inizio alle ore 10:00 da un punto panoramico di grande suggestione, la veduta dei Due Mari, dove lo sguardo si estende su un territorio vasto e ricco di paesaggi incontaminati.
Un viaggio tra faggete e antiche mulattiere
Il percorso ha iniziato con un breve tratto lungo la strada asfaltata, che ha portato gli escursionisti al cuore del territorio più selvaggio. Il sentiero ha attraversato un viottolo creato dal passaggio degli animali, un tratto che ha rivelato l’ingegno contadino e la capacità di adattamento alle caratteristiche dell’ambiente aspromontano. La tecnica della muratura a secco, utilizzata per costruire muri e terrazzamenti, è emersa come una pratica significativa, testimonianza del rapporto profondo tra popolazione e territorio.
Le pietre raccontano la storia di un’identità radicata nel paesaggio.
Dopo aver raggiunto il punto panoramico dell’Aria del Vento, il sentiero ha proseguito in pianura, con una breve deviazione verso il Puntone dell’Aria del Vento, un altro punto privilegiato per osservare il paesaggio circostante. In questa zona, il vento, noto come Maestrale, ha modellato la vegetazione e le forme del terreno, lasciando un segno evidente sulle piante e sul territorio. Gli escursionisti hanno potuto ammirare come le condizioni estreme dell’ambiente montano hanno plasmato la natura in modo unico.
Un’escursione tra storia e natura
L’itinerario ha incluso un tratto lungo la vecchia mulattiera della Malacaccia, un percorso antico che ha portato a un punto panoramico con vista sulla valle sottostante e sulla cascata. Il cammino ha poi seguito una strada sterrata che ha condotto all’acquedotto di Cirella, un punto previsto per il rifornimento d’acqua. Da qui, il sentiero ha attraversato una splendida faggeta, un ambiente ricco di biodiversità e di silenzio. L’ultimo tratto dell’escursione ha seguito una vecchia pista a mezza costa, con un alternarsi di salite e discese attraverso la faggeta, fino al ritorno al punto di partenza.
La natura e la storia si fondono in un unico racconto.
L’escursione ha rappresentato non solo una passeggiata nella natura, ma un viaggio nella storia e nell’identità delle montagne calabresi. Gli escursionisti hanno potuto scoprire tracce lasciate dalle comunità che hanno vissuto e lavorato in questi territori, testimonianze di una cultura radicata e di una tradizione che si tramanda attraverso le generazioni. L’esperienza ha offerto una visione completa del territorio, unendo paesaggi mozzafiato, antichi sentieri e testimonianze della vita rurale.



