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sabato 19 Settembre 2026

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Franco Bragagna ricorda Sandro Mazzola: “Se n’è andata una parte importante di me”

Franco Bragagna ricorda Sandro Mazzola: “Se n’è andata una parte importante di me”

Con la morte di Sandro Mazzola se n’è andata una parte importante di me”, ha detto Franco Bragagna, ricordando il grande attaccante del calcio italiano. L’ex calciatore, oggi giornalista e scrittore, ha parlato del legame profondo che ha avuto con il campione, che ha segnato non solo la sua carriera ma anche la sua identità. La scomparsa di Mazzola, avvenuta dopo mezzanotte, ha colpito Bragagna in modo particolare, tanto da sentirsi privato di una parte di sé. L’uomo, nato a Trento, ha raccontato come la figura di Mazzola, insieme a Gianni Rivera e Giacinto Facchetti, abbia influenzato la sua passione per lo sport e per l’Inter.

La passione per il calcio iniziata con un transistor

A cinque anni, Franco Bragagna ha iniziato a seguire il calcio grazie a un transistor regalatogli da suo padre. La sua passione per il calcio è nata in un contesto unico: a Trento, tra radioline e transistor, ha scelto di tifare controcorrente, nonostante il padre fosse tifoso della Juventus. “Tifai per l’Inter per un semplice motivo, non perché vinse quella partita, perché papà tifava per la Juve, io, spirito di contraddizione, ho sempre detto avrei tifato per la San Benedettese, se quella partita l’avesse compresa contro la Juventus”, ha ricordato. Questo episodio ha indirizzato tutta la sua vita, portandolo a seguire il calcio con passione e a dedicarsi alla letteratura e alla prosa.

La scomparsa di Mazzola ha rappresentato per Bragagna una perdita non solo di un campione, ma di una parte di sé. La morte del grande attaccante ha lasciato un vuoto difficile da colmare, ma anche un ricordo indelebile. “Mi manca questo modo di essere, di raccontare le cose, di essere bandiera di un unico club”, ha detto, sottolineando come il rispetto per il calcio e per i suoi protagonisti sia stato un pilastro della sua vita.

Un legame con i grandi del calcio

Bragagna ha parlato di come Mazzola, Rivera e Facchetti lo abbiano ispirato non solo come giocatori, ma anche come persone. “Loro erano campioni anche fuori dal campo, con un modo di essere, di raccontare le cose, di essere bandiera di un unico club che mi ha colpito enormemente”, ha detto. Ha ricordato come abbia conosciuto personalmente Rivera e Facchetti, e come Mazzola, ai tempi di Bruno Pizzul e Marco Civoli, fosse un commentatore di grande stile, simile a Olivio Berruti. “Mazzola aveva una specificità unica, che mi ha inebriato”, ha sottolineato.

La figura di Mazzola ha segnato non solo la sua carriera, ma anche la sua identità. La morte di un simbolo come Mazzola ha lasciato un vuoto difficile da colmare, ma anche un ricordo indelebile. “Se n’è andata una parte importante di me”, ha concluso Bragagna, con una voce che trasmette dolore e gratitudine. La passione per il calcio, iniziata con un transistor, è diventata una parte essenziale della sua vita. La figura di Mazzola, insieme a Rivera e Facchetti, ha rappresentato per lui un modello di dedizione e passione. La scomparsa di un campione come Mazzola ha lasciato un segno indelebile, ma anche un ricordo che continuerà a vivere nel cuore di chi lo ha conosciuto e amato.

La morte di Sandro Mazzola ha rappresentato per Franco Bragagna una perdita profonda, non solo di un campione, ma di una parte di sé. La sua storia, iniziata con un transistor e un tifo controcorrente, è diventata un simbolo di passione e dedizione. La figura di Mazzola, insieme a Rivera e Facchetti, ha segnato non solo la sua carriera, ma anche la sua identità. La scomparsa di un simbolo come Mazzola ha lasciato un vuoto difficile da colmare, ma anche un ricordo che continuerà a vivere nel cuore di chi lo ha conosciuto e amato.

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