Papa Leone XIV ha espresso il suo apprezzamento per lo sport come strumento di inclusione e di pace, durante un incontro con atleti, allenatori e dirigenti di Special Olympics. L’evento, svoltosi in Sala Clementina, ha visto la partecipazione di circa 150 persone, tra cui atleti italiani che hanno partecipato ai Giochi Mondiali Invernali di Torino 2025. Il Papa ha sottolineato come lo sport sia un linguaggio universale che supera le differenze culturali, sociali, religiose e fisiche, unendo le persone e rendendole protagoniste di vittorie e sconfitte.
Lo sport come valore formativo
Il Papa ha ricordato come lo sport educa a valori autentici, come la lealtà, la fiducia e lo spirito di squadra. “Fare sport vuol dire impegnarsi seriamente e con fatica, e poi mettere in comune i frutti della propria perseveranza con lealtà, fiducia, apertura, spirito di squadra, coraggio”, ha detto. L’attività sportiva, secondo il Pontefice, offre la possibilità di testimoniare questi valori non solo in competizione, ma anche nella vita quotidiana. La sua parola ha riconosciuto la bellezza e l’impegno degli atleti di Special Olympics, che mostrano con l’esempio come la condivisione e l’amore siano la via per la felicità e la pace.
Special Olympics: un movimento globale per l’inclusione
Special Olympics, organizzazione internazionale fondata nel 1968 da Eunice Kennedy Shriver, sorella del presidente statunitense John F. Kennedy, è presente in oltre 190 Paesi e coinvolge circa 5 milioni di atleti in tutto il mondo. Il Papa ha ricordato le parole di Papa Francesco, che ha sottolineato come lo sport sia un linguaggio universale che unisce le persone, rendendole partecipi dello stesso gioco. L’organizzazione, attraverso lo sport, promuove l’inclusione sociale, la dignità e il superamento delle barriere. Il motto ufficiale di Special Olympics è: “Let me win. But if I cannot win, let me be brave in the attempt” (“Lasciami vincere. Ma se non posso vincere, lasciami essere coraggioso nel tentativo”).
Alessandra Palazzotti, direttrice nazionale di Special Olympics Italia, ha espresso il suo orgoglio e la sua responsabilità nel sentire il riconoscimento del Papa per l’impegno dell’organizzazione. “Ogni giorno Special Olympics valorizza, in tutto il mondo, persone con disabilità intellettive, e sentire che il nostro impegno nello sport come strumento di inclusione e dignità viene riconosciuto dal Papa ci riempie di orgoglio e responsabilità”, ha detto. Il Papa ha infine affidato gli atleti all’intercessione di Maria e di san Piergiorgio Frassati, un giovane sportivo che ha saputo tradurre i valori dello sport in una vita buona e generosa.
Lo sport, come ha sottolineato il Papa, non è solo una forma di divertimento, ma un mezzo per costruire relazioni, promuovere la pace e riconoscere la dignità di ogni persona. Gli atleti di Special Olympics, con la loro allegria e il loro messaggio positivo, rappresentano un esempio concreto di come la condivisione e l’amore possano portare alla felicità e alla pace. Il loro impegno, supportato da allenatori, responsabili e collaboratori, continua a ispirare e a unire persone di ogni età e provenienza.
Lo sport è un linguaggio universale che unisce le persone.
Special Olympics è presente in 190 Paesi e coinvolge 5 milioni di atleti.



