Un 33enne è stato arrestato dai carabinieri a Portogruaro per sequestro di persona e atti persecutori nei confronti della fidanzata. L’episodio, verificatosi il 16 settembre, ha visto la vittima trattenuta contro la sua volontà in una struttura ricettiva del posto, dopo che l’aggressore l’aveva convinta a raggiungerlo con il pretesto di aiutarlo a sistemare la camera. Arrivata sul posto, la donna è stata minacciata con una spatola da piastrellista e costretta a rimanere. L’uomo le ha anche tolto il telefono e l’ha gettato nel water. I familiari della vittima hanno dato l’allarme nel pomeriggio del 16 settembre, segnalando che la donna era trattenuta contro la sua volontà. I carabinieri sono riusciti a risalire al luogo in cui si trovava la coppia e a bloccare l’aggressore.
Violenze e minacce da mesi
Dai successivi accertamenti è emerso che la donna subiva violenze e maltrattamenti da almeno sei mesi. L’aggressore aveva violato il divieto di allontanamento dalla casa familiare, a cui era stato sottoposto l’11 settembre per maltrattamenti nei confronti della madre e sorella. I carabinieri hanno trovato l’utensile usato per le minacce e il cellulare, nonché un piccolo quantitativo di hashish. Il 33enne è stato portato in carcere a Pordenone. La vittima ha spiegato che l’aggressore l’aveva convinta a raggiungerlo con il pretesto di aiutarlo a sistemare la camera; poi, arrivata sul posto, era stata minacciata con una spatola da piastrellista e costretta a restare.
Un altro caso di violenza a Marghera
Negli stessi giorni, a Marghera, i carabinieri hanno arrestato in flagrante un 18enne per violazione del divieto di allontanamento dalla casa familiare. L’uomo era stato sottoposto a misure cautelari l’11 settembre per maltrattamenti nei confronti della madre e sorella, con violenze fisiche e psicologiche, umiliazioni e minacce che avevano provocato sofferenza e timori alle due donne. Nei giorni successivi, la sorella ha chiamato il 112 per chiedere aiuto segnalando che il diciottenne si era comunque presentato in casa. I carabinieri di Marghera sono intervenuti subito sul posto, lo hanno bloccato e arrestato. A seguito dell’udienza di convalida, al giovane è stata applicata la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Venezia.
Entrambi gli episodi rappresentano casi di violenza di genere e violenza in famiglia, con conseguenze gravi per le vittime. I carabinieri hanno svolto un’azione rapida e precisa, garantendo la sicurezza delle persone coinvolte e mettendo fine a situazioni di pericolo. La presenza di armi e sostanze stupefacenti ha ulteriore rilevanza, evidenziando la complessità delle dinamiche in gioco. La vittima ha riferito di essere stata costretta a rimanere in camera, con minacce e coercizione, mentre l’aggressore ha violato le misure di sicurezza già in atto.
La situazione ha richiesto un intervento tempestivo e mirato, con la collaborazione tra familiari e forze dell’ordine. I carabinieri hanno dimostrato una capacità di reazione efficace, garantendo la protezione delle vittime e l’arresto degli aggressori. La presenza di un’altra vittima, la sorella, ha ulteriormente sottolineato l’impatto della violenza in famiglia, con conseguenze che si estendono a più persone. L’azione dei carabinieri ha messo fine a situazioni di pericolo, con un effetto deterrente per eventuali ulteriori episodi.



