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sabato 19 Settembre 2026

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Stretta sui visti russi, Tajani e Salvini si dividono: controlli o apertura?

Dopo l’interrogazione parlamentare, Tajani e Salvini si dividono sulla stretta sui visti russi: controlli o apertura?

Il dibattito sui visti russi si intensifica in Italia, con il ministro degli Esteri e i due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani, che si dividono su come gestire la situazione. Dopo un’interrogazione parlamentare presentata dai senatori Ivan Scalfarotto e Enrico Borghi, il ministero degli Esteri ha reso pubblico un documento che conferma la regolarità della procedura per i visti Schengen concessi a cittadini russi, ma anche la necessità di rafforzare i controlli. Salvini, dopo aver incontrato una delegazione di imprenditori italiani che operano in Russia, ha espresso la sua contrarietà a una stretta generalizzata, mentre Tajani ha sostenuto l’aumento dei controlli per prevenire eventuali infiltrazioni.

Controlli e sicurezza: il punto di vista di Tajani

Antonio Tajani ha sottolineato l’importanza di rafforzare gli strumenti di vigilanza del Sistema Schengen, per evitare infiltrazioni di soggetti ostili. Secondo la Farnesina, è necessario “rafforzare gli strumenti di vigilanza del Sistema Schengen”, per prevenire eventuali rischi per la sicurezza nazionale. L’obiettivo dichiarato è rendere i controlli “sempre più efficaci” e rafforzare la prevenzione. La posizione di Tajani non prevede un blocco totale dei visti turistici, ma un aumento dei controlli per garantire la sicurezza.

La Farnesina ha confermato che la procedura seguita per i visti Schengen è regolare, e che sono stati effettuati tutti i passaggi previsti, compresi i controlli nel Sistema d’Informazione Schengen e le consultazioni con i Paesi partner. Le verifiche successive hanno confermato la “regolarità della procedura”. La Farnesina ha sottolineato la necessità di rafforzare i controlli per evitare infiltrazioni di soggetti ostili, anche se formalmente in possesso dei requisiti.

Salvini: apertura e relazioni con la Russia

Matteo Salvini ha espresso la sua preoccupazione per l’“ansia anti-russa” e ha sottolineato la necessità di mantenere aperti i canali con la Russia sui visti. Dopo aver incontrato una delegazione di imprenditori italiani che operano in Russia, Salvini ha chiarito la sua posizione contraria a una stretta generalizzata. La sua richiesta è di non bloccare i visti turistici da Mosca, a favore di una politica che mantenga i rapporti commerciali e diplomatici con la Russia.

La posizione di Salvini ha suscitato un dibattito interno nel governo, con Tajani che ha sottolineato i rischi per la sicurezza e la necessità di un approccio più rigoroso. L’interrogazione parlamentare ha messo in luce le divergenze tra i due vicepremier, che si sono intensificate negli ultimi giorni dopo che il ministro degli Esteri aveva avvertito sul rischio di tentativi russi di interferenza nelle elezioni. La situazione dei visti russi aggiunge un nuovo capitolo al confronto tra i due vicepremier sulla linea da tenere nei confronti di Mosca. Il dibattito si intensifica, con Tajani che insiste sui rischi per la sicurezza e Salvini che difende l’apertura e i rapporti con la Russia. La questione rimane aperta, con il governo che dovrà trovare un equilibrio tra sicurezza e relazioni internazionali.

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