Il governatore della Puglia, Antonio Decaro, ha dato il via libera al bando esplorativo per l’aeroporto di Grottaglie, aprendo la strada a nuovi voli passeggeri. L’annuncio ha suscitato reazioni a Brindisi, dove il sindaco Giuseppe Marchionna e il capogruppo del Pd Francesco Cannalire hanno espresso preoccupazioni per un equilibrio territoriale non rispettato. La decisione di aprire a Grottaglie al traffico civile, sebbene promossa come strategia per rafforzare la logistica cargo, ha suscitato critiche per un’attenzione non simmetrica verso i due scali regionali.
Un’idea di mercato, ma non solo
Il bando per dodici voli settimanali a Grottaglie, annunciato in consiglio regionale, è stato visto come un’opportunità per sviluppare il ruolo cargo dello scalo, in particolare a supporto dell’agroindustria. Tuttavia, il sindaco Marchionna ha sottolineato che non basta dichiarare un aeroporto aperto ai voli civili: è necessario un volume di traffico sufficiente per sostenere i costi di gestione. «Più il traffico passeggeri è elevato, più tali costi incidono in misura minore, rendendo lo scalo attrattivo; al contrario, meno traffico si registra, più la situazione peggiora», ha ricordato.
Un passato di scelte politiche
L’attuale assetto logistico e strategico dei due scali, ha spiegato Marchionna, è frutto di una scelta politica regionale del centrodestra più di venti anni fa, che ha visto Brindisi cedere la filiera aerospaziale di Alenia a Grottaglie in virtù della sussidiarietà territoriale. «Brindisi ha il porto, l’industria aeronautica, zone franche doganali e la piattaforma logistica delle Nazioni Unite, da cui partono da oltre due decenni voli umanitari», ha sottolineato, aggiungendo che anche qui il cargo e la sua filiera possono crescere con investimenti mirati.
Il Pd brindisino, attraverso Cannalire, ha espresso il disappunto per un’attenzione non equilibrata. «Moltiplicare i collegamenti di linea a poche decine di chilometri, senza una domanda che li regga, disperde traffico e risorse», ha affermato. La richiesta è quindi quella di un piano completo che non si limiti a Grottaglie, ma includa anche Brindisi, con nuove rotte, collegamenti nazionali e internazionali, maggiore accessibilità e intermodalità, e la fine di una subalternità rispetto a Bari.
Un’equità che non si può ignorare
Marchionna ha anche richiamato gli investimenti effettuati da Aeroporti di Puglia a Bari e Brindisi, tra cui l’ampliamento dell’aerostazione e l’espansione dell’area di sosta. «L’indagine di mercato rischia di apparire meramente propagandistica rispetto allo stato dell’arte», ha sottolineato. Il sindaco ha inoltre espresso la convinzione che la crisi industriale di un territorio giustifichi un investimento pubblico sull’aeroporto, ma che Brindisi non debba essere dimenticato. «Non chiediamo favori e non dichiariamo guerra a nessuno, chiediamo la stessa attenzione, le stesse risorse e la stessa velocità riservate ad altri», ha concluso Marchionna. Mentre si attende la risposta del ministero, la tensione tra i due territori rimane alta, con un’attenzione che si sposta non solo sulle rotte aeree, ma anche sulle politiche di sviluppo e equità regionale.



