La campagna antincendio in Sardegna si avvia alla conclusione, con una riduzione progressiva della flotta aerea e un bilancio provvisorio che segnala un calo nella superficie boschiva bruciata, ma un aumento del rischio legato a cause umane. Fino al 31 ottobre restano in vigore le prescrizioni antincendio, mentre la campagna nazionale 2026 si chiude il 15 ottobre. I dati evidenziano un calo del 33% nella superficie boschiva interessata dagli incendi rispetto alla media degli ultimi dieci anni, ma un incremento del 9% rispetto al 2025. La riduzione dei mezzi aerei non coincide con la fine delle attività di prevenzione e intervento, che restano attive grazie al coordinamento tra le strutture regionali e nazionali.
La flotta aerea si riduce, ma il sistema resta operativo
La flotta aerea in Sardegna ha visto una riduzione significativa: i due Super Puma e l’AB412 hanno concluso il loro impiego stagionale, mentre i Canadair sono scesi da tre a uno. Il dispositivo aereo, che inizialmente comprendeva 12 elicotteri, nove leggeri, un AB412 e due Super Puma, è ora ridotto a sei elicotteri della flotta regionale. La riduzione proseguirà tra il 25 e il 30 settembre, con ulteriore ridimensionamento dei mezzi leggeri. Il Canadair rimarrà in servizio fino al 15 ottobre, con la possibilità di richiederlo in caso di emergenza attraverso il sistema nazionale.
La presenza dei Canadair non coincide con una sorveglianza autonoma del territorio: la procedura prevede che siano le strutture regionali, attraverso i rispettivi centri operativi, a richiedere il concorso della flotta statale quando le risorse regionali non sono sufficienti. Il coordinamento nazionale è affidato al Centro operativo aereo unificato della Protezione civile. La riduzione dei mezzi aerei non coincide dunque con la fine delle attività antincendio.
Le cause umane rimangono la principale fonte di incendi
Secondo i dati del Corpo forestale, la maggior parte degli incendi ha origine umana, con una distinzione tra comportamenti dolosi e colposi. Solo sei episodi sono attribuiti a cause naturali, come fulmini. Tra i comportamenti dolosi si registrano fenomeni legati a conflitti tra privati, questioni connesse ai pascoli, ritorsioni e altri comportamenti intenzionali. I comportamenti colposi, invece, comprendono abbruciamenti sfuggiti al controllo, uso imprudente di mezzi e apparecchiature, problemi agli impianti elettrici e altri comportamenti che possono innescare il fuoco.
La Regione aveva già sottolineato, all’avvio della campagna, la prevalenza delle cause umane, confermando una tendenza che si ripete negli anni. La stagione non è quindi ancora chiusa. La riduzione progressiva della flotta aerea accompagna la parte finale della campagna, ma fino a ottobre il sistema resterà operativo e pronto a rimodulare il dispositivo sulla base delle condizioni meteorologiche e del livello di rischio.
La macchina antincendio ha contenuto la propagazione del fuoco nelle aree boschive, ma una parte consistente degli incendi ha interessato pascoli, campagne e altre superfici non forestali. La riduzione della flotta aerea non ha ridotto il rischio complessivo, che rimane elevato a causa del caldo prolungato e della vegetazione seccata dopo le piogge primaverili. Le organizzazioni di volontariato e le forze terrestri al centro dell’intervento. Il dispositivo antincendio si basa soprattutto sulla componente terrestre, con il Corpo forestale che coordina le operazioni di spegnimento, Forestas impegnata nella lotta attiva e nell’avvistamento, e il volontariato di Protezione civile, i vigili del fuoco e le compagnie barracellari coinvolti in diverse fasi dell’intervento.



