Il New York Times ha dedicato un servizio di 36 ore al Lago di Como, presentandolo come una destinazione in grado di unire storia, lusso e tradizioni locali. Pubblicato il 17 settembre e firmato dalla giornalista Laura Rysman, con fotografie di Pontus Berghe, il reportage invita i lettori a scoprire il Lario non solo attraverso le località più famose, ma anche attraverso paesi meno conosciuti e ricchi di cultura. Il quotidiano americano sottolinea il rapporto tra la Como contemporanea e la sua identità storica, mettendo in evidenza il mix tra turismo internazionale e attività legate alla seta, al commercio e alle tradizioni locali.
Un itinerario tra storia e modernità
Il viaggio del New York Times inizia da Como, dove si suggerisce di vivere il lago soprattutto in battello o a bordo di un’imbarcazione privata, osservando ville, giardini e montagne. La prima cena è indicata presso Una Finestra sul Lago, a Carate Urio, mentre il giorno successivo è dedicato alla città di Como. Il percorso include il Mercato Coperto, il Duomo, il Broletto e la basilica di San Fedele, con un’attenzione particolare alla Pinacoteca Civica e al Museo della Seta, due luoghi che raccontano la storia artistica e produttiva della città.
Il reportage si sposta poi verso il centro lago, dove si alternano visite culturali e passeggiate. Tra le tappe indicate ci sono Villa del Balbianello, a Lenno, e Villa Carlotta, a Tremezzo, entrambe valorizzate soprattutto per i loro giardini. Il particolare microclima del Lario, ricorda il giornale, ha permesso nei secoli la coltivazione di specie botaniche provenienti da aree lontane, trasformando i giardini delle ville in vere collezioni a cielo aperto.
Da Lenno a Nesso: luoghi fuori dal turismo di massa
Il reportage invita a uscire dai circuiti più conosciuti e a scoprire luoghi meno congestionati. A Lenno viene consigliata una passeggiata tra le vie del paese e lungo il lago, mentre da Ossuccio si raggiunge l’Isola Comacina, l’unica isola del Lario, con resti archeologici, una chiesa barocca e case per artisti. A Laglio, invece, il giornale racconta un paese ancora legato alla sua dimensione quotidiana, nonostante la notorietà internazionale. Tra le tappe viene indicato Da Luciano, locale affacciato direttamente sull’acqua.
Una delle immagini più iconiche del viaggio è Nesso, con il suo celebre Ponte della Civera e la cascata che precipita nella gola sottostante. Il New York Times inserisce il borgo in un percorso che parte da Argegno e prosegue verso la sponda orientale. Il ponte medievale, raggiungibile attraverso una lunga scalinata, viene presentato come uno dei luoghi più spettacolari del lago. Il quotidiano ricorda che i tuffi dal ponte sono vietati, ma è possibile raggiungere l’acqua attraverso gli accessi consentiti.
Il reportage si conclude con un’analisi del cambiamento del Lago di Como, che non viene raccontato solo come una destinazione da cartolina, ma come un luogo in equilibrio tra passato e presente. Il New York Times osserva la trasformazione del territorio, con l’arrivo di nuovi hotel di lusso, ristoranti e visitatori internazionali, ma mette in evidenza la persistenza delle tradizioni locali e la possibilità di incontrare un Lario diverso spostandosi anche solo di pochi chilometri dalle località più celebri. Il risultato è una fotografia del lago in equilibrio tra storia e modernità, tra lusso e tradizione, tra turismo internazionale e vita quotidiana dei residenti.



