Al Parlamento europeo, più di 500 scienziati hanno inviato un appello alla presidente Roberta Metsola per chiedere di sospendere la discussione sul decreto Omnibus, che deregolamenta l’uso dei pesticidi. I firmatari, provenienti da diversi settori scientifici, sostengono che prima di procedere con l’approvazione delle nuove regole, sia necessaria una valutazione rigorosa sull’impatto sulla salute umana e sull’ambiente. L’appello, inviato anche ai presidenti delle commissioni Envi e Agri, mette in luce le lacune nella valutazione attuale e la mancanza di un’analisi completa delle conseguenze sanitarie e amministrative del pacchetto.
Preoccupazioni scientifiche e metodologiche
Ricercatori tedeschi e olandesi hanno pubblicato un’analisi che solleva dubbi di natura metodologica, mentre un gruppo di ricerca dell’Università di Stoccolma ha documentato lacune specifiche nella valutazione di almeno una sostanza nell’ambito dell’attuale quadro normativo. Le conclusioni del rapporto olandese sono analoghe a quelle di un parere scientifico pubblicato nel febbraio 2026 dal comitato consultivo scientifico del Piano d’azione nazionale tedesco per l’uso sostenibile dei pesticidi. Inoltre, l’Accademia nazionale delle scienze tedesca (Leopoldina) ha espresso preoccupazioni circa l’allentamento della procedura di approvazione dei prodotti fitosanitari a scapito delle tutele sanitarie e ambientali.
Le valutazioni scientifiche evidenziano rischi reali e non sono state affrontate in modo sistematico. Studi recenti, tra cui quelli pubblicati sulla rivista Science, hanno messo in guardia sui rischi di una deregulation sui pesticidi. Il Centro comune di ricerca della Commissione europea ha elaborato una valutazione sulle conseguenze del decreto Omnibus, ma solo dal punto di vista economico, stimando i riflessi sulle importazioni.
Un dibattito influenzato da legami con l’industria
La lettera appello sottolinea come durante l’audizione al Parlamento europeo del 2 settembre 2026, la maggior parte degli esperti ascoltati avesse legami con il settore agroindustriale, mentre è stato sentito un solo scienziato indipendente, il professor Vijver. Tali scelte influiscono sulle modalità di informazione dei membri del Parlamento. Una valutazione d’impatto appare quindi ancora più utile, in quanto può fornire criteri trasparenti e armonizzati in termini di efficienza, efficacia e conseguenze per la salute umana e gli ecosistemi, consentendo di prendere una decisione consapevole.
Chiediamo che il dibattito venga sospeso finché non sarà stata effettuata una valutazione rigorosa e indipendente. I firmatari dell’appello, tra cui scienziati italiani come Daniele Mandrioli, Giovanni Ghirga, Anna Maria Loi, Rocco Santarano, Rossella Cannarella, Fabio Olmastroni e Mario Frusi, sostengono che le decisioni non dovrebbero essere prese senza una valutazione completa delle conseguenze sanitarie, ambientali e amministrative del pacchetto “Omnibus”. La richiesta dei 500 scienziati rappresenta un appello condiviso da esperti di diversi settori, tra cui fisica, ecologia, endocrinologia, agronomia e medicina. L’appello, inviato anche ai presidenti delle commissioni Envi e Agri, chiede una valutazione rigorosa e indipendente, in modo da garantire una decisione informata e responsabile.



