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domenica 20 Settembre 2026

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Cultura

Re Santi e Leoni, il ristorante che rompe i muri del consumo e propone un nuovo linguaggio delle bevande

A Nola, il ristorante Re Santi e Leoni introduce un nuovo progetto di carta dei bevande che rompe i tradizionali confini del vino, offrendo una proposta liquida e innovativa.

A Nola, il ristorante stellato Re Santi e Leoni ha lanciato un progetto che rompe i confini tradizionali del consumo di bevande: “Anima Liquida”, una carta che va oltre il vino, integrando analcolici, birre artigianali, caffè e drink sartoriali. L’idea nasce da un’evoluzione necessaria, in un settore in cui i consumi stanno cambiando e i clienti richiedono maggiore personalizzazione e diversità. Il progetto, curato da Vincenzo D’Antonio, offre circa 700 etichette, tra fermentati, analcolici e specialty coffee, e si propone come un’alternativa al classico menu di vini, che in molti casi non risponde più alle esigenze di un pubblico sempre più attento e curioso.

Un linguaggio diverso per raccontare le bevande

“Anima Liquida” non è solo una carta dei vini, ma un’esperienza che si intreccia con la cucina e con l’etica artigianale. Salvatore Matarazzo, manager del ristorante, spiega che il consumo di vino sta calando, in particolare dal 2024, a causa dei ricarichi e della crescente preferenza per il calice rispetto alla bottiglia. «I nostri clienti più giovani mostrano una curiosità crescente per bevande che non riguardano solo il vino, ma anche l’etica e la sostenibilità», sottolinea. Il progetto si basa su un’idea di racconto diverso, che unisce le bevande al cibo, creando un percorso gastronomico più completo e coerente.

Il vino non è più unico protagonista, ma fa parte di un racconto più ampio.

Accanto ai menu degustazione, il ristorante offre la possibilità di scegliere alla carta, con quattro antipasti, quattro primi, quattro secondi e cinque dessert. L’abbinamento tra cibo e bevande è curato con attenzione, come nel caso del primo piatto: Cappelletti alla genovese, consommé di cipolla e grano saraceno, abbinati al 33/33/33 di Valisassoli, un vino ottenuto in parti uguali da uve coda di volpe, fiano e greco. «L’abbinamento è sorprendente», commenta un cliente, che ha apprezzato l’originalità del progetto.

Un’esperienza che rompe i muri del consumo

Il ristorante Re Santi e Leoni si propone come un esempio di fine dining che sa leggere i segnali del mercato e risponde alle esigenze di un pubblico in evoluzione. «Di certo non lo è per quelle realtà che, dotate di lungimiranza, ben recettive a captare i segnali deboli che la domanda lancia, hanno ben compreso che lo scenario sta velocemente evolvendo», afferma Matarazzo. Il progetto “Anima Liquida” rappresenta un passo avanti verso un’esperienza più inclusiva, sostenibile e personalizzata, in cui le bevande non sono più solo un accompagnamento, ma un elemento chiave del percorso gastronomico.

Il ristorante ha introdotto tre menu degustazione, con portate che vanno da 7 a 11, a seconda del menu scelto.

La cucina del ristorante è guidata da Francesco Nunziata, chef nolano con esperienze in diverse città italiane e internazionali. «La mia cucina è classica e attuale al contempo», afferma. Il menu propone tre opzioni degustazione: Re, Santi e Leoni, con portate che vanno da 7 a 11, a seconda del menu scelto. Ogni portata è abbinata a una bevanda specifica, selezionata in base al profilo del piatto e alla caratteristica del prodotto. «Il vino non è più unico protagonista, ma fa parte di un racconto più ampio», spiega Matarazzo, che ha anche sottolineato l’importanza di integrare birre artigianali, amari e caffè specialty nella proposta.

Il progetto “Anima Liquida” rappresenta un’evoluzione significativa per il ristorante, che si propone come un esempio di innovazione nel settore della ristorazione. Con una carta dei bevande diversa e una cucina attuale, Re Santi e Leoni si distingue come un’esperienza unica, in grado di soddisfare le esigenze di un pubblico sempre più attento e curioso.

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