Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha espresso netta distanza da Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, sottolineando che «alleati? Mai». La dichiarazione, fatta durante un’intervista a La Stampa, arriva in un contesto di tensioni interne al centrodestra, con Vannacci che ha deciso di fondare un partito autonomo e di votare contro il governo Meloni. La Russa ha ribadito che la posizione di Vannacci «non ha niente a che spartire con noi», sottolineando le differenze ideologiche e strategiche tra i due leader. La distanza è stata ulteriormente enfatizzata con l’affermazione che «non lo abbiamo cacciato», ma che la sua posizione non è più allineata con il gruppo di governo.
Le scelte di Vannacci e la legittimità delle sue azioni
Vannacci, pur essendo stato vicepresidente di un partito del centrodestra, ha scelto di «fondarne uno suo», un atto che, sebbene legittimo, ha creato una frattura con il gruppo di governo. «Ha deciso di votare contro il governo: legittimo. Ha deciso di raccogliere i transfughi del centrodestra, quelli che pensavano che non li avremmo ricandidati: legittimo. Ma è altrettanto legittimo dire che cosa c’entri tutto questo con noi», ha detto La Russa, rafforzando la sua posizione di distanza. La Russa ha anche sottolineato che «uno può qualificarsi come vuole, ma non esiste un’unica destra», un’affermazione che mette in luce le divergenze interne al centrodestra.
Le posizioni su femminicidi e patriarcato
La Russa ha anche criticato la posizione di Vannacci sul tema dei femminicidi, rifiutando in toto l’idea che la legge che punisce chi uccide «per amore» sia un’azione positiva. «Di fronte a un’emergenza come quella dei femminicidi, il provvedimento non vale soltanto per la sanzione che introduce. Vale anche per il messaggio che manda», ha sottolineato. La Russa ha inoltre menzionato il «patriarcato», sottolineando che è forse la «più grande novità che Meloni ha introdotto nella destra e nella politica italiana». La legge non è solo una sanzione, ma un messaggio chiaramente contrapposto al patriarcato.
La Russa ha anche parlato dell’Ucraina, ricordando che la premier Giorgia Meloni ha detto: «Non mi alleerò mai con chi non ritiene giusto aiutare l’Ucraina a resistere all’invasione russa». «Un’invasione che, come viene minacciato ancora oggi, potrebbe estendersi all’Europa», ha aggiunto, rafforzando la posizione del governo italiano. La solidarietà all’Ucraina è un valore chiave per il centrodestra.
Nonostante le distanze, La Russa ha riconosciuto che Vannacci «non è stato cacciato», ma ha sottolineato che la sua posizione non è più allineata con il centrodestra. «Vannacci era vicepresidente di un partito del centrodestra. Ha deciso di fondarne uno suo: legittimo. Ha deciso di votare contro il governo: legittimo. Ha deciso di raccogliere i transfughi del centrodestra, quelli che pensavano che non li avremmo ricandidati: legittimo. Ma è altrettanto legittimo dire che cosa c’entri tutto questo con noi», ha concluso.



