La scuola in Lombardia si trova a fronteggiare un problema persistente: cattedre disponibili ma mancanza di insegnanti, soprattutto in materie come il sostegno e le discipline tecniche. Nonostante migliaia di assunzioni e supplenze siano state completate prima dell’inizio dell’anno scolastico, le difficoltà di reclutamento continuano a interessare diverse aree, con conseguenze per la continuità didattica e l’organizzazione delle lezioni.
Il sostegno rimane uno dei settori nei quali la scuola incontra maggiori difficoltà di reclutamento. Il numero dei docenti specializzati disponibili non è sempre sufficiente a soddisfare le necessità degli istituti, e il ricorso agli incarichi a tempo determinato continua a rappresentare una componente rilevante dell’organizzazione scolastica. In Lombardia, la scuola primaria è particolarmente colpita, con numerose disponibilità di posti sul sostegno, soprattutto nella provincia di Milano.
La mancanza di docenti specializzati ha conseguenze dirette sugli studenti con disabilità.
Le difficoltà non si limitano al sostegno, ma interessano anche le discipline scientifiche e tecniche, soprattutto negli istituti secondari. Nei dati relativi alla disponibilità dei posti dopo la mobilità, la provincia di Milano registrava 93 cattedre libere per matematica e scienze nelle scuole medie, mentre alle superiori risultavano 71 disponibilità per scienze e tecnologie informatiche e 46 per scienze e tecnologie elettriche ed elettroniche.
Per accedere all’insegnamento, non basta essere in possesso di un titolo di studio. Le procedure di assunzione e di conferimento delle supplenze richiedono il rispetto di specifici requisiti, l’inserimento nelle graduatorie pertinenti e, per determinate tipologie di posto, il possesso di un’abilitazione o di una specializzazione. Questo spesso porta a una discrepanza tra domanda e offerta, con conseguenze come cambi di professore o ritardi nell’avvio dell’orario completo. La CISL Lombardia e CISL Scuola Lombardia hanno segnalato come la difficoltà di trovare una sistemazione economicamente sostenibile possa incidere sulla disponibilità degli insegnanti ad accettare e mantenere un incarico. Questo fattore, insieme al costo della vita nelle grandi città del Nord, contribuisce a mantenere elevata la percentuale di supplenze a tempo determinato.
La presenza di una cattedra ancora da assegnare non significa necessariamente che una classe rimanga senza sorveglianza o che tutte le attività didattiche vengano sospese, ma può comportare modifiche nell’organizzazione scolastica e ritardi nell’avvio regolare di alcune discipline. A questo si aggiungono casi specifici, come quello dell’istituto Galilei-Luxemburg, dove 64 docenti su circa 90 posti a tempo determinato sono stati assegnati, ma alcune ulteriori richieste di part-time, aspettativa e congedo hanno complicato l’organizzazione delle lezioni. La mancanza di stabilità nel personale può portare a situazioni in cui lo studente deve ricostruire una relazione educativa, mentre la scuola e la famiglia devono affrontare le difficoltà legate all’avvicendamento del personale. Questo è particolarmente critico per gli alunni con disabilità, per i quali la presenza di un insegnante di sostegno rappresenta una componente essenziale del percorso educativo.
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