Un progetto di infrastrutturazione in montagna, il SkyWalk di Passo Paradiso, ha suscitato un dibattito acceso tra ambientalisti e comunità locali. La passerella in vetro, realizzata da una società pubblico-privata che investirà 22 milioni di euro, è stata presentata come un’opera di valorizzazione turistica. Tuttavia, l’associazione Mountain Wilderness Italia e Italia Nostra hanno espresso preoccupazioni, sostenendo che il progetto altera la percezione del paesaggio e rischia di trasformare la montagna in un “Luna Park”. I lavori sono già iniziati e dovrebbero concludersi entro la fine dell’anno.
Il SkyWalk si trova a Monticelli, nei pressi di Passo Paradiso, a 2.585 metri di altitudine. La passerella, che si svilupperà in un percorso ad anello, offrirà ai turisti un panorama a 360 gradi sulle valli Camonica e del Sole. L’obiettivo è di offrire un’esperienza unica, ma per molti ambientalisti, questa realizzazione rappresenta un ulteriore passo verso l’urbanizzazione della montagna. L’associazione Mountain Wilderness Italia ha chiesto di sospendere i lavori e di aprire un confronto pubblico sul modello di sviluppo turistico che si vuole perseguire in quest’area.
La discussione si concentra su come la montagna possa essere valorizzata senza alterarne la natura. Per gli ambientalisti, la montagna non è un “Luna Park” e non dovrebbe essere trasformata in un’area di attrazione turistica. La vera valorizzazione, oggi, dovrebbe significare esattamente il contrario: sottrarre la montagna alla continua necessità di essere trasformata e attrezzata. Il progetto è visto come parte di un più ampio processo di infrastrutturazione del comprensorio Pontedilegno-Tonale, che include nuovi impianti di risalita e il potenziamento dell’innevamento artificiale. La Società Impianti Turistici (Sit), che realizza il progetto, è composta per il 54,25% da privati e per il resto da enti locali e la Fondazione Val Camonica. Per questo motivo, alcuni esponenti di Italia Nostra hanno chiesto ai comuni di Ponte di Legno e Vermiglio di sospendere i lavori e di ridefinire un modello di turismo che non comprometta la natura. La montagna non è un luna park e non deve diventarlo, ha affermato un rappresentante del gruppo.
Il dibattito sull’infrastrutturazione in montagna non è nuovo, ma il SkyWalk di Passo Paradiso rappresenta un caso emblematico. Tra valorizzazione e conservazione, tra turismo e natura selvaggia, la montagna si trova al centro di un’opposizione crescente. Per gli ambientalisti, il progetto è un ulteriore passo verso la trasformazione di un territorio che non dovrebbe essere modificato. Per i promotori, invece, è un’opportunità per offrire esperienze uniche ai turisti. La decisione finale, però, resta in mano ai comuni e ai responsabili del progetto.
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