La Spezia, città portuale della Liguria, si confronta con un dibattito acceso sul futuro dei giovani: da un lato, l’assessore Lorenzo Brogi sottolinea i progressi nella riduzione della disoccupazione giovanile e l’impegno del Comune per creare opportunità di lavoro e crescita; dall’altro, il Pd e le organizzazioni giovanili mettono in guardia su una distanza tra le politiche locali e le reali esigenze dei ragazzi. La questione non è solo economica, ma anche sociale: i giovani scelgono di lasciare la città per necessità, ma non per mancanza di prospettive.
Disoccupazione in calo, ma precarietà persiste
Secondo i dati dell’assessore Brogi, la disoccupazione giovanile tra i 15 e i 24 anni è passata dal 27% del 2022 al 15,9% del 2023. Un calo significativo, ma non sufficiente a garantire stabilità. Molti ragazzi, pur occupati, continuano a vivere in condizioni di precarietà, con contratti a termine o senza prospettive di crescita. Partire deve essere una scelta, non una necessità, sottolinea Giulia Battolla, referente per le Politiche Giovanili del Pd.
Una città a misura di speranze, ma non di opportunità
La Spezia si presenta come una città che offre spazi per crescere, studiare e formarsi. L’Osservatorio del Cambiamento Sociale del Comune ha dedicato un quaderno di ricerca proprio alle giovani generazioni, cercando di comprendere meglio le loro esigenze. Tuttavia, il ventesimo posto della provincia nell’indice 2026 sulla qualità della vita dei giovani non basta a garantire una città a misura di futuro. Eventi, concerti, sport e occasioni di svago sono importanti, ma non bastano a definire una città a misura di giovani, ha ricordato l’assessore.
La sfida è doppia: creare opportunità per chi vuole rimanere e costruire un ambiente in cui i giovani si sentano parte attiva della comunità. “Una città che perde le proprie nuove generazioni non perde soltanto giovani: perde energie, idee, comunità”, ha sottolineato Giulia Battolla. Per questo, è necessario un impegno concreto, non solo in termini economici, ma anche sociali e culturali. L’impegno del Comune, attraverso iniziative come il Patto Educativo di Comunità e il progetto DesTEENazione a Fossamastra, è un primo passo, ma non basta a risolvere le criticità.
Per molti giovani, la decisione di lasciare la Spezia non è solo una scelta, ma una necessità. “Spendo 30mila euro in un giorno” è una frase che evoca la pressione economica e la difficoltà di costruire un futuro stabile. Molti ragazzi, pur avendo accesso a opportunità locali, scelgono di andare a studiare o lavorare in altre città o in altre nazioni, dove trovano maggiore stabilità. Perché una città che perde le proprie nuove generazioni non perde soltanto giovani: perde energie, idee, comunità, ha ricordato un’esperta. La Spezia deve quindi rivedere le sue politiche, non solo per attrarre i giovani, ma per farli sentire parte integrante del loro futuro.
La discussione tra l’assessore Brogi e il Pd riflette una divergenza di prospettive: da un lato, un ottimismo basato sui dati e su iniziative locali; dall’altro, una preoccupazione per la distanza tra politiche e realtà. La città, per rimanere attrattiva per i giovani, deve offrire non solo opportunità, ma anche un senso di appartenenza e di possibilità di costruire un futuro qui. La sfida è grande, ma non impossibile: la Spezia ha bisogno di un impegno concreto, non solo in termini economici, ma anche sociali e culturali.



