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lunedì 21 Settembre 2026

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I 20 luoghi abbandonati di Milano ricevono proposte per un nuovo destino

Milano si prepara a riaprire 20 immobili abbandonati grazie a 55 proposte ricevute per il recupero del patrimonio comunale.

Il Comune di Milano ha ricevuto 55 proposte per il recupero e la riapertura di 20 immobili abbandonati, tra spazi storici e beni capillari nei quartieri. L’indagine esplorativa, promossa lo scorso maggio dall’assessorato al Demanio, ha visto un interesse diffuso da parte di associazioni, aziende, enti e professionisti. Tra i luoghi in questione, spiccano Palazzo Dugnani e i magazzini comunali al Bastione di Porta Venezia, con rispettivamente otto e tre proposte. La maggior parte delle offerte riguarda spazi distribuiti nei municipi, con un focus su aree come la Casa dell’Acqua al Trotter e il Circolo Popolare Cagnola di via Varesina. Al momento, solo il Molino Spazzola di via Vittorini non ha ricevuto alcuna proposta.

Un’ampia rete di attori si mostra interessata

Le proposte, che arrivano da un’ampia rete di attori, segnalano un interesse crescente per il recupero del patrimonio comunale. L’assessore al Bilancio e Demanio, Emmanuel Conte, ha sottolineato come l’obiettivo sia non solo il recupero degli immobili, ma anche la creazione di un metodo stabile per valorizzare il patrimonio pubblico nel lungo periodo. Il Comune deve mantenere una regia forte e, allo stesso tempo, saper coinvolgere altri enti pubblici, privati, Terzo settore e realtà capaci di investire e progettare.

Da Palazzo Dugnani ai caselli dei Navigli

Le proposte si concentrano su diversi tipi di immobili: i cinque “immobili identitari” nel centro storico, i beni capillari nei quartieri e le proprietà fuori città. Tra i primi, Palazzo Dugnani, con otto proposte, guida la classifica, seguito da Palazzo Calchi Taeggi e i magazzini comunali al Bastione di Porta Venezia. Tra i beni capillari, l’ex casello daziario ovest di Porta Ticinese ha ricevuto sette candidature, mentre la Casa dell’Acqua al Trotter ne ha ricevute sei. Altre proposte riguardano Cascina Corba, danneggiata dal nubifragio del 2023, e la Cort del Colombin. Al contrario, il Molino Spazzola di via Vittorini rimane senza offerte.

Le proprietà fuori città, come Villa Tigellius a Recco e la colonia di Cesenatico, hanno ricevuto rispettivamente quattro e tre proposte. Tuttavia, non ci sono offerte per le strutture di Pietra Ligure, Sondalo e Cerano d’Intelvi. L’istruttoria delle proposte, che dovrà valutare la qualità, la sostenibilità e la coerenza con le caratteristiche degli immobili, è attesa per la fine di ottobre.

“Il patrimonio comunale racconta le tante Milano che si sono succedute nel tempo”, ha aggiunto l’assessore Conte. Vanno custoditi e accompagnati nella Milano di oggi, dando loro nuove funzioni e nuove occasioni di vita, rendendoli luoghi in cui si studia, si lavora, ci si incontra e si costruiscono relazioni. L’obiettivo è trasformare questi spazi in luoghi attivi, in grado di integrarsi con la vita quotidiana della città. L’interesse per il recupero del patrimonio comunale segna un passo importante verso un futuro in cui i luoghi abbandonati potranno trovare un nuovo destino.

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