L’Italia e l’Austria hanno lanciato un appello a Bruxelles per un anno di stop normativo, chiedendo di sospendere l’introduzione di nuove leggi europee per concentrarsi sulla semplificazione delle normative esistenti. L’iniziativa, sostenuta da dodici governi, tra cui l’Italia, l’Austria, la Repubblica Ceca, la Danimarca, la Germania, l’Estonia, l’Ungheria, la Lettonia, la Lituania, la Polonia, il Portogallo, la Slovenia e la Slovacchia, mira a ridurre l’onere burocratico e a migliorare l’efficacia delle politiche comunitarie. L’appello, presentato al Consiglio Affari generali il 22 settembre 2026, propone un “Anno europeo dedicato all’attuazione e al consolidamento”, incentrato sulla semplificazione, sull’interoperabilità e sulla valutazione dell’onere cumulativo.
Un appello per ridurre l’onere normativo
La richiesta, sottoscritta da una dozzina di governi, include impegni precisi da parte degli Stati firmatari: promuovere una legislazione nazionale semplice e di alta qualità, ridurre l’onere burocratico per la competitività e evitare l’introduzione di oneri normativi aggiuntivi, noti come “gold-plating”. La ministra Elisabetta Casellati, presente a Bruxelles per il lancio dell’iniziativa austriaca, ha sottolineato che la semplificazione non può essere trattata a livello meramente burocratico, ma deve essere affrontata con un approccio politico. La semplificazione è un atto di rispetto verso chi deve applicare e rispettare le regole.
La proposta di un anno di stop normativo potrebbe permettere di fare il punto della situazione giuridica prima che si verifichi una sovrapposizione di nuove politiche e di allineare meglio la futura attività legislativa alle evidenze emerse dalla prassi di attuazione. L’obiettivo è ridurre la duplicazione degli obblighi di comunicazione e migliorare la convergenza nell’applicazione delle norme. L’iniziativa, presentata come un non-paper, è un documento informale che non ha valore legale, ma rappresenta un tentativo di rilanciare il dibattito su una legislazione più semplice e efficace.
Un’azione in linea con il mandato di von der Leyen
L’ipotesi di uno “stop normativo” di un anno si colloca all’interno del mandato di Ursula von der Leyen, che ha promosso fin dall’inizio del suo secondo mandato la semplificazione degli oneri amministrativi e burocratici. Una revisione che si è tradotta nella presentazione di dodici pacchetti Omnibus, dedicati a semplificare le normative in vari settori. Tuttavia, per alcuni governi, specialmente quelli che si oppongono alle numerose iniziative approvate negli ultimi anni nel campo dell’energia e del clima, questi pacchetti non bastano. Norme incomprensibili e procedure inutili minano l’efficacia delle politiche pubbliche.
La richiesta di un anno di stop normativo è nata come risposta a una serie di nuove norme presentate recentemente da Bruxelles, tra cui la stretta sugli affitti brevi, il regolamento per vietare i social media fino ai 13 anni d’età, il piano contro le ondate di calore e la creazione di un Centro UE per la resilienza democratica. L’obiettivo è di evitare una sovrapposizione di politiche e di concentrarsi sulla semplificazione delle normative esistenti. L’iniziativa, sostenuta da una dozzina di governi, potrebbe portare a impegni concreti per ridurre l’onere burocratico e migliorare la competitività degli Stati membri.



