Michele Menchetti, ex consigliere comunale di Arezzo, ha inviato una lettera aperta al sindaco Marcello Comanducci, esprimendo preoccupazione per la mancanza di cambiamenti nell’amministrazione comunale e per la non realizzazione delle promesse fatte in campagna elettorale. Dall’8 giugno 2026, data dell’insediamento del sindaco, sono trascorsi più di tre mesi e, a detta di Menchetti, nulla è cambiato rispetto all’amministrazione precedente. Il sindaco, che non ha votato per Menchetti, lo riconosce come persona corretta, ma si aspetta da lui un impegno concreto per migliorare la città.
Non hai segnato la discontinuità. Menchetti sostiene che il sindaco abbia promesso in campagna elettorale di segnare una “discontinuità” con l’amministrazione di Ghinelli, ma a suo parere non ha fatto nulla per realizzarla. Gli stessi dirigenti, lo stesso segretario generale e le stesse posizioni organizzative sono rimasti invariati, con un solo decreto firmato il giorno dopo l’elezione per confermare i dirigenti. Menchetti ritiene che questa mancanza di cambiamento sia un segno di una gestione che non si distingue da quella precedente.
Problemi irrisolti e mancanza di programmazione
Il cittadino segnala diversi problemi non risolti, come i cantieri in sospeso, la manutenzione del verde pubblico, la pulizia delle strade e la sicurezza dei cittadini. Menchetti osserva che l’amministrazione ha passato l’estate a organizzare eventi come la Giostra del Saracino e a occuparsi di cause giudiziarie, senza affrontare i temi più urgenti. Inoltre, per gestire la Polizia Municipale, il sindaco ha dovuto ricorrere a una ditta privata e a associazioni di Carabinieri in pensione, senza aver trovato un accordo con i sindacati prima dell’evento.
Non hai fatto niente per migliorare la città. Menchetti rileva che, da quando è diventato sindaco, ha trovato solo una sfilza di patrocini e una serie di atti di citazione promossi al tribunale di Arezzo, al Tar Toscana, al Consiglio di Stato e alla Corte di Cassazione. Non ha presentato linee programmatiche per la città, né ha dato indicazioni chiare su come intendeva gestire i problemi quotidiani. Menchetti si chiede: che senso ha il “non vi deluderò” se non si agisce concretamente?
Un appello al cambiamento
Il cittadino, che non ha votato per il sindaco, si dichiara disposto a continuare a fare il suo dovere come cittadino per migliorare la situazione, ma spera che Comanducci non deluda la città. Menchetti ritiene che la mancanza di cambiamento e la non realizzazione delle promesse fatte in campagna elettorale possano essere un problema per la credibilità dell’amministrazione. La lettera aperta rappresenta un appello a un cambiamento reale, non solo a parole. Menchetti conclude con un appello al sindaco: se è questa la sua “idea di città”, allora si aspetta che non deluda Arezzo e dimostri di non avere nulla a che fare con chi l’ha preceduto. Spera che il “noviziato” da sindaco abbia un effetto positivo e che si cambi rotta per affrontare i problemi quotidiani dei cittadini.



