Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha scelto Amatrice come luogo simbolo per inaugurare l’anno scolastico, in un momento in cui la scuola è chiamata a svolgere un ruolo cruciale nella coesione sociale e nell’integrazione. Dopo il terremoto del 2016, la città è diventata un esempio di ripartenza, e il Capo dello Stato ha sottolineato come la scuola rappresenti un’antitesi dei ghetti, un luogo dove si costruisce il futuro di tutti. La scuola, afferma Mattarella, è “la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati”. Un messaggio che si pone al centro di un dibattito nazionale sul tetto alla presenza di studenti stranieri nelle aule.
Scuola come strumento di coesione sociale
La scuola, secondo Mattarella, non è solo un luogo di istruzione, ma un’istituzione che deve produrre coesione sociale. “La scuola è chiamata a produrre coesione sociale”, ha ricordato il Presidente, sottolineando l’importanza di un ambiente in cui la convivenza e il rispetto siano prioritari. “La violenza si manifesta in molte forme”, ha aggiunto, riferendosi a episodi di violenza che coinvolgono non solo i ragazzi, ma anche gli insegnanti. L’ultimo caso, in particolare, ha suscitato preoccupazione: un insegnante è stato aggredito a Centocelle, un episodio che si aggiunge a una serie di violenze non dimenticate.
La scuola deve essere un luogo di fiducia e di alleanza
Il Presidente ha ricordato come la violenza non sia sempre da attribuire ai ragazzi, ma spesso a genitori che si sottraggono al loro compito educativo. “Talvolta da parte di ragazzi, più di frequente di genitori”, ha sottolineato Mattarella, riferendosi a casi in cui insegnanti vengono minacciati o aggrediti. “Ben più colpevoli in questo tradimento del loro compito educativo, sottraendosi alla fondamentale alleanza con gli insegnanti”, ha detto, mettendo in luce la necessità di un dialogo tra scuola e famiglia. La scuola, in questo senso, deve essere un luogo di fiducia, dove si costruisce un rapporto di collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti.
La scuola come antitesi dei ghetti
La scuola, ha ricordato Mattarella, è un’antitesi dei ghetti, un luogo in cui si possono superare le barriere e costruire relazioni. “Deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere”, ha affermato il Presidente, sottolineando l’importanza di un ambiente inclusivo. L’art. 34 della Costituzione, che dispone che “la scuola è aperta a tutti”, rappresenta un principio fondamentale per garantire l’accesso a tutti i bambini, indipendentemente dal loro background. La scuola, quindi, non solo prepara i ragazzi al futuro, ma anche a vivere in società diverse e complesse.
La scuola, inoltre, è un simbolo di ripartenza, come ha ricordato Mattarella citando Amatrice, Norcia e Arquata del Tronto come “capitali d’Italia” della ripartenza. Dopo il terremoto del 2016, la città ha dimostrato come la scuola possa essere un motore di rinascita, un luogo in cui si costruisce il futuro. La scuola, quindi, non è solo un’istituzione, ma un’opportunità per tutti, un foglio bianco su cui scrivere nuove storie e nuove possibilità.



