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lunedì 21 Settembre 2026

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Salute

Peste suina, la strategia regionale. Caccia alle carcasse e barriere sulle autostrade

La Toscana intensifica misure per contenere la peste suina, con caccia alle carcasse e barriere sulle autostrade.

La Toscana ha intensificato le misure per contenere la diffusione della peste suina africana, con un piano che include la caccia alle carcasse di cinghiali e l’installazione di barriere sulle grandi arterie viarie. Dall’inizio del 2026 al 14 settembre 2026, sono stati registrati 645 focolai nei cinghiali, con due casi in allevamenti domestici. La strategia, coordinata dal commissario straordinario Giovanni Filippini, si articola su tre linee: ricerca attiva e rimozione delle carcasse, riduzione della popolazione di cinghiali e rafforzamento delle misure di biosicurezza negli allevamenti.

Contenimento e prevenzione

La strategia di contenimento della Regione Toscana si basa su tre pilastri chiave. In primo luogo, la ricerca attiva e la rimozione delle carcasse di cinghiali, che potrebbero rappresentare un rischio per la diffusione del virus. Per questo, sono state attivate unità cinofile e collaborazioni con il mondo venatorio per ridurre la popolazione di cinghiali. Inoltre, la Regione ha predisposto barriere sulle autostrade principali, come la A11 e la Fi-Pi-Li, per impedire il passaggio dei cinghiali e limitare il contagio nelle aree più a sud della regione.

Fortificazione delle misure di biosicurezza

Un altro aspetto cruciale della strategia è la fortificazione delle misure di biosicurezza negli allevamenti suinicoli. Il commissario regionale Giorgio Briganti ha spiegato che le misure prevedono requisiti strutturali, come doppia recinzione, zona sporca e zona pulita, insieme a comportamenti specifici per evitare la penetrazione del virus all’interno degli allevamenti. La Regione ha anche istituito una task force veterinaria per migliorare gli standard di prevenzione e garantire una maggiore sicurezza.

La collaborazione con le associazioni di categoria è fondamentale per organizzare attività di formazione per gli addetti del settore.

Il presidente della Toscana, Eugenio Giani, ha espresso fiducia nel piano di contenimento, sottolineando l’importanza di proteggere gli allevamenti e il settore agroalimentare. “Siamo molto attivi nella ricerca del virus, facendo campionamenti sugli animali abbattuti, su animali trovati morti e non solo nelle zone di restrizione, ma in tutta la Toscana”, ha aggiunto Briganti. La Regione, in collaborazione con Anci Toscana, sindaci, Prefetture e forze dell’ordine, ha avviato una campagna di informazione e coordinamento, con l’installazione di cartelli nelle aree con restrizioni.

La peste suina rappresenta un rischio significativo per l’agricoltura toscana, in particolare per la produzione di prodotti Dop come la Cinta Senese. L’allarme è stato espresso da diversi esperti, che hanno sottolineato il rischio di perdere un patrimonio unico della regione. La strategia regionale mira a contenere il più possibile gli effetti della malattia e a difendere gli allevamenti da questa infezione, con un impegno concreto e coordinato tra tutti i soggetti coinvolti. La strategia di contenimento della Regione, in coerenza con quanto disposto dal commissario straordinario Giovanni Filippini, si articola su tre linee. Dobbiamo contenere la malattia e contestualmente fortificare i principi di biosicurezza negli allevamenti suinicoli perché in ultima analisi dobbiamo difendere gli allevamenti da questa infezione.

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