La Regione Siciliana sembra procedere a interventi finanziari per risolvere crisi delle partecipate, ma senza affrontare le cause profonde che le hanno generate. L’emergenza si manifesta in diversi settori, dagli autobus al trasporto pubblico, passando per le autostrade e i servizi sanitari, con un modello di gestione che appare sempre più inadeguato e trasparente. La questione non riguarda solo la mancanza di risorse, ma anche la capacità di gestire le problematiche in modo strutturale e responsabile.
Le infrastrutture in crisi e i rischi per la sicurezza
Il Consorzio per le Autostrade Siciliane (Cas), che gestisce la A20 Messina-Palermo, la A18 Messina-Catania e il tratto realizzato della Siracusa-Gela, si trova in una situazione di grave emergenza. Secondo il quadro finanziario emerso nel confronto con il Ministero delle Infrastrutture, per adeguare l’intera rete occorrono 5,5 miliardi in dieci anni. I 32,5 milioni messi a disposizione servono a mitigare i rischi più urgenti, come l’illuminazione insufficiente nelle gallerie, i rischi di distacco dei rivestimenti e la segnaletica da ripristinare. Non si tratta solo di comfort, ma di condizioni necessarie per consentire il trasporto.
Le partecipate e la mancanza di controllo
La Regione Siciliana controlla diverse partecipate, ma la gestione di alcune di esse appare disorganizzata e poco trasparente. La Sas, Servizi Ausiliari Sicilia, ha visto la Commissione Antimafia regionale approvare una relazione che contesta selezioni poco trasparenti e incarichi non adeguati. Tra i casi segnalati, una transazione di 640 mila euro con un dipendente. Le responsabilità non sono state chiarite, né sono state prese misure correttive. Il presidente dell’Antimafia regionale, Antonello Cracolici, ha richiamato un perimetro di dodici partecipate operative e diciannove in liquidazione, evidenziando la complessità del quadro.
La situazione si complica ulteriormente con l’Azienda Siciliana Trasporti (Ast), che ha chiesto alla Regione altri 21 milioni per coprire spese superiori alle previsioni. L’azienda denuncia una flotta insufficiente e noleggi avviati dall’ottobre 2024. I costi, che superano i 23 mila euro al giorno a luglio e 700 mila mensili solo ad agosto, segnalano un dispendio in aumento. Il problema non è solo il finanziamento, ma la gestione inefficiente e la mancanza di un piano aggiornato.
La politica e la trasparenza
La politica siciliana, in vista delle prossime elezioni regionali, sembra concentrarsi su interventi di emergenza, ma non su una riorganizzazione strutturale. L’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, ha assicurato che non si procederà alla chiusura di autostrade, ma la minaccia di interdizione del traffico rimane. La Regione non può presentarsi solo come soccorritore, ma anche come soggetto responsabile delle cause. Il problema non è trovare nuove coperture finanziarie, ma capire chi doveva evitare che fossero necessarie.
La questione si estende anche al settore sanitario, dove la permeabilità degli enti agli interessi di chi contribuisce a determinarne i vertici è oggetto di dibattito. Il Cefpas di Caltanissetta, centro per la formazione del personale sanitario, è stato oggetto di un’inchiesta penale per presunti interessi personali e politici. Le responsabilità restano da accertare, ma la trasparenza è un tema sempre più urgente. La Regione Siciliana, pur di fronte a una serie di criticità, sembra procedere a interventi di emergenza senza un piano strutturale. La mancanza di trasparenza e di controllo si riflette in diversi settori, dal trasporto pubblico alle infrastrutture e al settore sanitario. La sfida non è solo finanziaria, ma anche organizzativa e di governance.



