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martedì 22 Settembre 2026

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Cultura

CAOS χάος. La mostra dell’arte informale a Modena esplora il vuoto e le possibilità creative

A Modena apre la mostra “CAOS χάος” dedicata all’arte informale, con opere di artisti come Carla Accardi e Emilio Vedova.

La mostra “CAOS χάος. Spazi e poetiche dell’arte informale” si apre a Modena il 18 settembre 2026, presso la Galleria BPER in via Scudari, 9. L’evento, dedicato a una delle stagioni più radicali dell’arte italiana del secondo dopoguerra, presenta opere di tredici protagonisti dell’Informale, tra cui Carla Accardi, Alberto Burri, Lucio Fontana e Emilio Vedova. L’esposizione, curata da Daniela Ferrari, si svolgerà fino al 7 febbraio 2027, con orari estesi e accesso gratuito. La mostra è realizzata in occasione del festival filosofia 2026, che si svolgerà a Modena, Carpi e Sassuolo dal 18 al 20 settembre, con un tema dedicato al caos.

Un percorso tra caos, caso e cosa

Il titolo della mostra custodisce anche la sua struttura concettuale: CAOS, CASO, COSA. Tre parole vicine, quasi anagrammatiche, che attraverso le quali la mostra interroga il passaggio dal vuoto all’opera. Il caso non coincide qui con l’assenza di intenzione: entra nel processo creativo come possibilità accolta e governata, come “casualità cosciente”. Dal caos emerge così la cosa, l’opera: una forma che non precede il fare, ma si determina nel suo stesso accadere.

Le opere e i loro significati

La mostra presenta opere di artisti come Carla Accardi, Afro Basaldella, Renato Birolli, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi, Lucio Fontana, Gastone Novelli, Antonio Sanfilippo, Giuseppe Santomaso, Emilio Scanavino, Tancredi Parmeggiani, Giulio Turcato ed Emilio Vedova. L’Informale italiano, nato tra la fine degli anni Quaranta e gli anni Sessanta, trasformò profondamente il modo di intendere la pittura, lo spazio e la materia. La tela non fu più soltanto il luogo della rappresentazione, ma divenne materia da attraversare, incidere, ferire; campo di forze nel quale gesto, colore, segno e spazio potevano costruire nuove possibilità di esistenza dell’opera.

Accanto a queste esperienze si dispiegano le scritture di Capogrossi, Novelli e Sanfilippo, le vibrazioni cromatiche di Birolli, Santomaso e Tancredi, le trame inquietamente organiche di Scanavino e la libertà spaziale di Turcato. Direzioni differenti che mostrano come l’Informale sia stato, prima ancora che una categoria critica, un territorio aperto di sperimentazione.

Un progetto per tutti i pubblici

Costruita a partire da un nucleo di opere della Corporate Collection BPER, arricchito da prestiti provenienti da musei, fondazioni e collezioni pubbliche e private, la mostra mette il patrimonio della Banca in relazione con lavori esterni capaci di ampliarne la lettura. La collezione non viene dunque presentata come un insieme concluso, ma come una materia viva, da studiare e continuamente interrogare attraverso nuove prospettive scientifiche e curatoriali.

Pensato per un pubblico ampio e diversificato, il percorso espositivo è accompagnato da apparati di approfondimento e strumenti di mediazione pensati per favorire diversi livelli di lettura, rivolgendosi tanto agli studiosi quanto ai visitatori che desiderano avvicinarsi per la prima volta all’Informale. La mostra è inoltre affiancata da un programma di visite guidate e percorsi didattici rivolti alle scuole di ogni ordine e grado, articolati per fasce d’età e pensati per accompagnare studenti e studentesse alla scoperta dei temi della mostra. La mostra è accompagnata da un nuovo ciclo di ARTalk, il programma di conversazioni aperte al pubblico con artisti, studiosi ed esperti chiamati ad approfondire le tematiche affrontate dall’esposizione, creando spazi di dialogo e confronto capaci di generare conoscenza, nuove prospettive e partecipazione.

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