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martedì 22 Settembre 2026

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Codice europeo per università: strumenti per contrastare violenza di genere

Università italiane e europee adottano un codice per contrastare violenza di genere e promuovere pari opportunità.

Un passo avanti per la sicurezza e la parità in università

Le università italiane e europee hanno approvato un Codice europeo di condotta per contrastare la violenza di genere e promuovere la parità di genere. Il documento, elaborato dall’Academic Network UNIRE – Università in Rete contro la violenza di genere, in collaborazione con OCEAN – Open Council of Europe Academic Networks, si basa sulla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica, nota come Convenzione di Istanbul. L’obiettivo è sostenere gli atenei nella promozione delle politiche già esistenti, nell’individuazione delle eventuali lacune e nella definizione di azioni concrete di miglioramento.

Il Codice propone 25 impegni e standard operativi rivolti a università, istituzioni di alta formazione, alleanze universitarie e reti accademiche. Tra i principi chiave figura la presenza di un punto di contatto, la collaborazione tra atenei e la possibilità di evitare che la persona coinvolta debba ricominciare da capo il percorso di richiesta di aiuto a ogni passaggio tra istituzioni. Il documento chiarisce inoltre che le università non sono necessariamente chiamate a creare nuove strutture o procedure parallele, ma possono utilizzare e rafforzare gli strumenti già esistenti.

Strumenti per la prevenzione e la tutela delle vittime

Il Codice europeo di condotta per le università si concentra su diversi ambiti, tra cui la prevenzione, l’informazione e la sensibilizzazione, la formazione della comunità accademica, la ricerca, la raccolta dei dati, i servizi di ascolto e supporto, i canali di segnalazione, la valutazione del rischio, la protezione da possibili ritorsioni e la gestione delle procedure interne. Particolare attenzione è dedicata alla mobilità accademica internazionale, con strumenti per garantire continuità nella protezione e nel supporto delle persone coinvolte in episodi di violenza durante programmi Erasmus, scambi, tirocini, visite di ricerca e percorsi congiunti tra più istituzioni.

Il documento include uno strumento di autovalutazione, attraverso il quale ogni istituzione può verificare il livello di attuazione delle misure previste. Questo strumento permette di individuare le aree da rafforzare e definire responsabilità, azioni e tempi di intervento. L’obiettivo è sostenere gli atenei nella promozione delle politiche già esistenti, nell’individuazione delle eventuali lacune e nella definizione di azioni concrete di miglioramento.

La conferenza paneuropea, in corso all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, tra cui il rettore Marco Emilio Orlandi e l’assessora Elena Lucchini. L’evento ha visto la presentazione del Codice europeo di condotta, che rappresenta un passo avanti per la sicurezza e la parità in università. “Per Milano-Bicocca il contrasto alla violenza di genere e la promozione delle pari opportunità sono un impegno che accompagna l’Ateneo fin dalla sua fondazione”, ha dichiarato Orlandi. “Nel tempo abbiamo costruito politiche e servizi dedicati, offrendo alla comunità accademica strumenti gratuiti di consulenza, ascolto, protezione e accompagnamento, attraverso per esempio la Consigliera di Fiducia e lo sportello antiviolenza”.

Chi subisce violenza non deve sentirsi sola, nemmeno prima di trovare il coraggio di denunciare. Questo è il messaggio chiave del documento, che mira a garantire supporto anche in assenza di una denuncia formale e a rendere più accessibili informazioni, servizi e canali di segnalazione. Il Codice europeo di condotta per le università è un passo ulteriore per valorizzare e rafforzare quanto già realizzato, individuando gli ambiti su cui intervenire e condividendo con gli atenei europei le buone pratiche per garantire ambienti di studio e di lavoro sicuri.

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