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martedì 22 Settembre 2026

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Francesco Totti racconta il ritorno a 48 anni e il primo bacio con Noemi

Francesco Totti rivelazioni nell’autobiografia: ritorno a 48 anni, primo bacio con Noemi e dolore per la morte del padre.

Francesco Totti ha condiviso dettagli inediti del suo ritorno in campo a 48 anni e del primo bacio con la compagna Noemi Bocchi nel libro autobiografico “Oltre”, pubblicato oggi. L’ex capitano della Roma ha raccontato di aver detto no a due squadre di serie A, il Genoa e il Como, nonostante l’interesse di allenatori di alto livello come Alberto Gilardino e Cesc Fabregas. Totti ha spiegato come la decisione fosse influenzata da un’età che lo distanziava dai tecnici, che avevano rispettivamente 6 e 11 anni meno di lui. Il ritorno a 48 anni, però, non è stato semplice: il calciatore ha descritto la dieta ferrea e la rinuncia ai dolci come un sacrificio durissimo.

Il ritorno a 48 anni e la decisione di dire no

Il ritorno a 48 anni di Francesco Totti è nato da una battuta scherzosa durante un’intervista, ma si è trasformato in una proposta concreta da parte del Genoa, allenato da Alberto Gilardino, ex compagno di squadra ai Mondiali del 2006. Totti ha raccontato come la differenza d’età con l’allenatore fosse un fattore cruciale nella sua decisione. «Avrei avuto 6 anni in più di chi era pagato per dirmi cosa fare», ha scritto nel libro. L’interesse del Como, guidato da Cesc Fabregas, ha ulteriormente complicato la scelta. Totti ha spiegato come la sua decisione finale fosse influenzata da un’unica domanda: «Si può giocare in una squadra che non sia la Roma?».

Il primo bacio con Noemi Bocchi

Accanto al ritorno in campo, Totti ha anche raccontato il momento del primo bacio con la compagna Noemi Bocchi. L’incontro, avvenuto «moltissimo tempo dopo» il primo scambio di numeri di telefono, è stato descritto come un momento emozionante, simile a un primo appuntamento adolescenziale. «Vicino a Piazza del Popolo, in auto, come due ragazzini, nella penombra», ha scritto. Totti ha paragonato l’esperienza al rigore segnato contro l’Australia al Mondiale del 2006, un momento che ha segnato la sua carriera. Di baci ne avevo dati in vita mia, ma quello lo consideravo importantissimo.

Il libro di Totti contiene anche un capitolo molto duro: la scomparsa del padre Enzo, morto durante l’emergenza sanitaria. Totti ha ricordato la telefonata del medico che annunciava la fine del cammino del padre: «Purtroppo, Frà, quando i pazienti vengono intubati, significa che è difficile tornare indietro». Il padre, soprannominato “lo Sceriffo”, è morto senza parlare, con gli occhi che lo accompagnavano negli ultimi istanti. Totti ha descritto il dolore come un’esperienza che lo ha profondamente segnato.

Il libro “Oltre” ripercorre gli anni dell’ex capitano della Roma lontano dal campo, dal 28 maggio 2017, data della sua ultima partita all’Olimpico contro il Genoa, fino ai giorni nostri. L’anticipazione del libro è stata pubblicata sul Corriere della Sera, con tre estratti che hanno suscitato interesse tra i lettori. Totti ha anche ricordato come il Genoa fosse un’esperienza emozionante, nonostante la distanza d’età con l’allenatore. «Marassi mi piaceva, è un bello stadio, all’inglese, con gente di passione», ha scritto.

Con il libro, Francesco Totti ha condiviso momenti personali e professionali che hanno segnato la sua vita. Dalla decisione di dire no a due squadre di serie A, al primo bacio con Noemi Bocchi, fino al dolore per la morte del padre, il libro offre un quadro completo di un’esperienza unica e intensa. L’autobiografia di Totti è un’occasione per riflettere su temi come la passione, la famiglia e la ricerca di un senso nella vita.

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