Nella pubblica amministrazione, contare le persone non basta: il modello FTE complesso offre una nuova prospettiva per valutare il fabbisogno di personale. Questo sistema, sviluppato da Gianni Penzo Doria, si distingue dal tradizionale indicatore del Full Time Equivalent (FTE), che misura solo la quantità di ore lavorate, senza considerare la qualità del lavoro svolto o il peso istituzionale delle attività. Il FTE complesso affianca alla quantità due dimensioni finora trascurate: la qualità del personale e il peso degli affari, delle attività e dei procedimenti amministrativi svolti.
Un numero che racconta solo la quantità
Due uffici con lo stesso numero di dipendenti possono avere esigenze radicalmente diverse. Il FTE semplice, pur oggettivo, non riesce a distinguere tra un ufficio che gestisce pratiche routine e uno che segue procedimenti complessi con impatto strategico. Il modello FTE complesso introduce il Coefficiente di qualità del personale (CQP), che tiene conto di sette parametri, tra cui l’esperienza, la formazione e l’affidabilità. Questo approccio permette di valutare non solo il numero di persone, ma anche il loro valore per l’organizzazione.
Se anche una sola attività resta fuori dalla rilevazione, il fabbisogno calcolato risulta sottostimato e l’indice di adeguatezza appare artificialmente più favorevole di quanto sia in realtà. Il modello si basa su tre pilastri: la quantità, la qualità del personale e il peso dell’azione amministrativa. Il terzo pilastro, spesso trascurato, si concentra su affari, attività e procedimenti, cioè le unità concrete e documentabili dell’azione pubblica. A ciascuna di queste unità viene attribuito un punteggio di importanza, da 1 a 4, in base al loro impatto per l’ente.
Il peso dell’azione amministrativa
Un esempio concreto mostra come il modello possa rivelare discrepanze. Un ufficio con cinque persone, composto da un dirigente, un funzionario esperto, due istruttori e un collaboratore part-time, gestisce procedure concorsuali, pratiche ordinarie e corrispondenza istituziale. Il fabbisogno calcolato, considerando l’importanza delle attività, è di 3,5 FTE ponderati, mentre il personale disponibile, pesato per qualità, esprime 5,5 FTE ponderati. L’indice di adeguatezza risulta 1,57, un valore che indica un apparente eccesso di personale, ma che richiede una valutazione attenta.
Un’amministrazione che continua a ragionare solo per numero di persone rischia di distribuire le risorse umane in modo offuscato rispetto a ciò che davvero conta: la qualità di chi lavora e il peso reale di ciò che viene fatto. Il modello FTE complesso, invece, si concentra su elementi misurabili e verificabili, come affari, attività e procedimenti, che rimangono stabili nel tempo. Questo sistema permette di calcolare un Indice di adeguatezza del personale, che indica se il fabbisogno di personale è stato correttamente stimato. Il modello FTE complesso rappresenta un passo avanti nella riforma della pubblica amministrazione, offrendo una misurazione più precisa del fabbisogno di personale. Non solo considera la quantità, ma anche la qualità e il peso delle attività svolte, permettendo una gestione più efficace delle risorse umane. Questo approccio, se adottato, potrebbe contribuire a una maggiore efficienza, economicità e tempestività dell’azione amministrativa.



