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martedì 22 Settembre 2026

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Esteri

Un piano transitorio per salvaguardare i lavoratori di Electrolux

Il ministro Urso annuncia un piano transitorio per evitare licenziamenti nell’industria elettrodomestici, con tavolo fissato al 5 ottobre.

Il ministro Adolfo Urso ha annunciato durante una visita a Verona all’azienda Riello che è possibile realizzare un piano transitorio per evitare i licenziamenti nell’industria elettrodomestici. L’obiettivo è trovare una soluzione alternativa al piano iniziale che prevedeva oltre 1.700 esuberi, considerato «irricevibile» anche se ridotto a 1.450. Il ministro ha confermato la convocazione di un tavolo il 5 ottobre, con l’obiettivo di arrivare a una soluzione entro la fine del mese, prima che il board del gruppo svedese si riunisca a inizio novembre. Il piano transitorio è visto come una via d’uscita per evitare un ridimensionamento irreversibile della presenza industriale in Italia.

Un settore strategico in crisi

Il ministro ha sottolineato che la crisi dell’elettrodomestico parte dall’Europa e richiede una risposta comune. L’obiettivo è costruire un perimetro regolatorio che protegga la produzione europea dall’«invasione asiatica» e renda sostenibile la transizione industriale. «Abbiamo chiesto che l’elettrodomestico sia definito settore strategico come l’auto», ha spiegato Urso, «così che gli incentivi e gli appalti europei possano andare solo a chi produce nel continente europeo». L’idea è di creare un piano europeo sull’elettrodomestico per incentivare chi investe nel nostro continente.

La vertenza, intanto, continua a raccogliere attenzione pubblica. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dedicato un passaggio del suo intervento ai lavoratori Electrolux, presenti sia all’inaugurazione sia nel flash mob davanti al Teatro Verdi. Un segnale che ha rafforzato la percezione di una crisi che non riguarda solo un’azienda, ma un intero territorio. Le Regioni coinvolte hanno chiesto un impegno unitario del governo e dell’Europa per salvaguardare la presenza industriale in Italia.

Un impegno condiviso tra governo e industria

La linea del governo è chiara: respingere il piano iniziale e costruire un percorso nuovo che coinvolga azienda, sindacati, indotto e istituzioni. «Non si risolverà tutto il 5 ottobre», ha precisato Urso, «ma da quella data deve iniziare un nuovo percorso in cui tutte le parti si confrontino nel merito delle soluzioni». Le organizzazioni sindacali e le Rsu hanno ribadito con lo sciopero e la manifestazione a Cerreto d’Esi la necessità di un piano alternativo che tuteli gli stabilimenti italiani Porcia, Susegana, Forlì, Solaro e ovviamente Cerreto e garantisca investimenti, volumi e occupazione. Il ministro ha anche ricordato che Germania, Francia e Polonia hanno già sottoscritto il non paper italiano che sarà discusso al Consiglio competitività di Bruxelles il 24 settembre. L’obiettivo è costruire un perimetro regolatorio che protegga la produzione europea e renda sostenibile la transizione industriale. La scadenza è ravvicinata: entro ottobre dovrà emergere una proposta concreta, sostenibile e condivisa.

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