Donald Trump salirà oggi sul podio dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per pronunciare il suo sesto discorso di apertura, un evento che si svolgerà in un contesto politico e internazionale profondamente diverso da quello del 2017. Il presidente degli Stati Uniti, in un momento di tensioni crescenti e di preoccupazioni interne, affronterà temi chiave come l’Iran, l’Ucraina e la Groenlandia, cercando di rafforzare la sua posizione e il suo ruolo globale. Il discorso, atteso con interesse, si svolgerà in un contesto di crescente sfiducia nei confronti degli alleati e di una guerra con l’Iran che ha ridotto ulteriormente la sua popolarità.
La guerra con l’Iran e le conseguenze economiche
Per quanto riguarda l’Iran, si prevede che Trump ripeterà il suo messaggio di guerra per evitare che Teheran sviluppi l’arma atomica, un tema che non ha convinto gli americani, sempre più preoccupati per le conseguenze economiche del conflitto. L’impennata del prezzo della benzina e l’effetto a cascata su altri settori hanno alimentato un clima di ansia a poco più di un mese dalle elezioni di midterm. Trump non ha nascosto la sua rabbia verso gli alleati che non hanno contribuito a aprire lo stretto di Hormuz, chiuso da Teheran in reazione al suo attacco. Questo atteggiamento ha creato ulteriore tensione e ha alimentato accuse di illegalità da parte di alcuni partner.
La Groenlandia e l’accordo con la Danimarca
Trump rivendicherà come un successo l’accordo di sicurezza per la Groenlandia che firmerà con la Danimarca in questi giorni all’ONU. L’accordo, che modifica il patto di difesa esistente da oltre 70 anni, segna una vittoria per i danesi, poiché mette fine all’aggressiva campagna di minacce lanciata da Trump per ottenere il totale controllo della regione. L’accordo, pur rispettando la presenza militare statunitense, riduce le pressioni su Copenhagen e allevia le tensioni all’interno dell’Alleanza NATO. Questo tema rappresenta un altro punto chiave del discorso, in cui Trump cercherà di dimostrare la sua capacità di raggiungere accordi strategici.
Il discorso di Trump, come lo scorso anno, sarà segnato da attacchi duri non solo agli alleati, ma anche all’istituzione delle Nazioni Unite stessa. Il presidente, che ha messo in discussione la ragione di essere dell’ONU, continuerà a sostenere l’idea di un’azione globale per la pace, a fronte delle guerre in corso, in primis in Ucraina, e di altre iniziative che lui ha avviato. Trump cercherà di presentare il suo ruolo come un’alternativa a quelle politiche che, secondo lui, i predecessori avrebbero sempre evitato di affrontare.
“I vostri Paesi stanno andando al diavolo”, ha detto Trump in passato, spiegando perché i Paesi del mondo starebbero andando in malora, in primis per le politiche sui migranti. Questo commento, che ha suscitato reazioni internazionali, è stato ripetuto in diversi contesti e rappresenta un tema ricorrente nel discorso di oggi. Inoltre, Trump ha espresso stizza nei confronti della proposta della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, di rendere il Canada primo membro associato dell’Unione Europea, un passo che ha suscitato tensioni in un contesto di guerra commerciale senza risparmio di colpi.



