Avellino ha dato il via a un omaggio alla figura dell’avvocato Generoso Benigni, scomparso a febbraio a 85 anni. L’iniziativa, presentata al Circolo della Stampa, propone l’intitolazione di una via o, almeno, una piazza al ricordato personaggio. L’idea è stata lanciata dal direttore della rivista Nuovo Meridionalismo, Gianni Festa, che ha sottolineato il carattere schivo e l’equilibrio comunicativo dell’uomo. La proposta, che rimane per ora sul tavolo del Comune, è accompagnata da un numero speciale della rivista, che raccoglie testimonianze e firme di intellettuali, professionisti e figure pubbliche che hanno condiviso con Benigni un pezzo di storia politica e culturale irpina.
Un ricordo tra politica, giornalismo e sport
Generoso Benigni, oltre a essere un avvocato, ha ricoperto ruoli di rilievo nella politica locale e ha avuto un’importante attività giornalistica. L’incontro ha visto la partecipazione di colleghi, amministratori, familiari e intellettuali che hanno raccontato aspetti diversi della sua vita. L’ex sindaco Enzo Venezia ha ricordato l’importanza del ruolo di vicesindaco e della collaborazione tra la Dc e il Pli, che ha permesso a Benigni di entrare in giunta. Il professor Raffaele La Sala ha sottolineato la sua capacità di tenere insieme punti di vista diversi, creando spazi di confronto e libertà.
Gianni Festa ha insistito sul carattere schivo dell’avvocato, che non amava alzare la voce e preferiva il confronto. «La parola che più lo raccontava era “verità”, a cui è sempre stato fedele», ha aggiunto. L’idea di una strada o una piazza in suo nome è nata da questa visione civica e di equilibrio. L’avvocato Nello Pizza ha rilanciato la proposta, chiedendo anche una piazza. «Benigni ha sempre rappresentato un esempio per noi giovani avvocati, è stato un signore della politica e dell’avvocatura», ha detto.
La famiglia e la tradizione giuridica
I figli Achille e Gianpaolo Benigni hanno raccontato la tradizione giuridica di casa Benigni, spiegando come per il padre «la politica fu un prolungamento della sua vocazione civile». Il nipote Fabio Benigni lo ha descritto come «un riferimento costante sia nei momenti di gioia che di difficoltà». La famiglia ha consegnato la memoria del padre, che ha sempre creduto in un Sud che non ha bisogno di risorse ma di pensiero. Generoso Benigni ha preferito «la mediazione alla visibilità, la semina paziente al raccolto immediato». Questa scelta di campo ha segnato la sua vita e la sua azione. La proposta di una via, per ora, resta sul tavolo del Comune, ma rappresenta un simbolo di riconoscimento per un uomo che ha saputo unire politica, giornalismo e sport, lasciando un’eredità di equilibrio e verità.
La sua parola era sempre “verità”, a cui è sempre stato fedele.
La sua visione civica ha ispirato l’idea di una via in suo nome.



