Una voragine di oltre due metri si è aperta improvvisamente in via Pertini, a Bernareggio, proprio davanti al municipio. L’evento ha suscitato preoccupazione tra i cittadini e le autorità locali, che hanno iniziato a indagare sulle cause del cedimento. Sotto l’asfalto si osserva un vuoto, e dal fondo si sente scorrere acqua. L’amministrazione comunale e BrianzAcque stanno conducendo sopralluoghi e sonde per comprendere l’origine del fenomeno. La situazione non è nuova: nei giorni scorsi, nello stesso punto, era già avvenuto un crollo del marciapiede e della carreggiata, che aveva richiesto interventi di riparazione.
Un fenomeno conosciuto ma imprevedibile
La zona di Bernareggio è nota per la presenza di “occhi pollini”, cavità nel sottosuolo che possono causare cedimenti. La cartografia geologica indica la presenza di tali strutture, ma la loro esistenza non basta a spiegare l’evento. Il sindaco Giancluca Piazza ha spiegato che “non è qualcosa che si può stabilire semplicemente guardando”. L’area in questione è considerata soggetta a movimenti del terreno e infiltrazioni d’acqua, che potrebbero contribuire al fenomeno. Tuttavia, le cause esatte del cedimento sono ancora da chiarire.
La domanda è semplice: prima di richiudere il primo buco, che cosa era stato controllato sotto la strada? La consigliera di opposizione Cinzia Longhi ha sollevato interrogativi sulle verifiche effettuate prima del primo cedimento e sulle tecniche utilizzate. La sua interrogazione chiede di conoscere “quali verifiche siano state effettuate, con quali tecniche e con quali risultati”. In particolare, si chiede se sia stata presa in considerazione la possibilità della presenza di cavità o occhi pollini, in base alla specifica cartografia geologica.
Le indagini e le domande di opposizione
Le indagini sono in corso per comprendere l’estensione del fenomeno nel sottosuolo e per valutare le condizioni dei sottoservizi, della carreggiata e del marciapiede circostanti. Gli operai del Comune hanno già riparato il danno e messo in sicurezza il perimetro dell’incidente, ma l’asfalto dovrà attendere. Prima bisogna capire cosa c’è sotto. La situazione ha suscitato preoccupazione, ma le autorità continuano a lavorare per trovare una soluzione.
Il primo cedimento è già finito al centro dell’interrogazione di Cinzia Longhi. La consigliera di opposizione chiede di sapere le cause che hanno trasformato il crollo originario in quello successivo, gli atti con cui era stato disposto il primo ripristino e quali nuove indagini saranno portate a termine per verificare l’estensione del fenomeno nel sottosuolo. Nel mirino anche i sottoservizi, la carreggiata e il marciapiede circostanti, oltre alle condizioni per la riapertura della strada. La rinascita dell’ex area Colombo, un progetto in corso nella zona, è sempre più vicina al traguardo. Tuttavia, l’evento ha messo in luce la necessità di una maggiore attenzione alle strutture sottostanti e alle verifiche periodiche. La comunità attende i risultati delle indagini per comprendere meglio i rischi e le misure da adottare per prevenire futuri episodi simili.



