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mercoledì 23 Settembre 2026

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Salute

Alleanza università-filantropia a Roma riduce tempi diagnostici per Alzheimer

A Roma, l’alleanza tra università e filantropia ha ridotto i tempi diagnostici per Alzheimer da un anno a tre mesi.

Un’alleanza tra università e filantropia ha portato a un significativo miglioramento nella diagnosi precoce della malattia di Alzheimer a Roma. Il Centro integrato di ricerca e cura sulla malattia d’Alzheimer – Fondazione Roma, che unisce ricerca traslazionale, tecnologie diagnostiche all’avanguardia e continuità di cura, ha ridotto i tempi necessari per arrivare a una diagnosi da un anno a soli tre mesi. I risultati, ottenuti su oltre 200 casi nel 2025, rappresentano un passo avanti nella lotta contro una patologia che colpisce milioni di persone in Italia.

Un approccio interdisciplinare per la diagnosi e la cura

Il Centro, nato dalla collaborazione tra l’Università Campus Bio-Medico di Roma e la Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, con il sostegno della Fondazione Roma, ha messo al centro la persona, integrando eccellenza scientifica, innovazione terapeutica e continuità delle cure. L’obiettivo è accelerare il passaggio delle scoperte scientifiche dal laboratorio al letto del paziente, migliorando l’esperienza dei pazienti e delle loro famiglie. «La malattia di Alzheimer non coinvolge soltanto chi ne riceve la diagnosi, ma incide profondamente anche sulla vita delle famiglie», ha spiegato Carlo Tosti, presidente dell’Università e della Fondazione Policlinico.

La presenza di tecnologie avanzate, come la risonanza magnetica a 3 Tesla e un laboratorio di neurofisiologia clinica, ha permesso approfondimenti dettagliati in tempi rapidi. Questo ha reso possibile un iter diagnostico lineare e tempestivo, non solo per i pazienti, ma anche per la ricerca, dove ogni osservazione clinica può generare nuova conoscenza. Questo modello di collaborazione ha ridotto i tempi diagnostici da un anno a tre mesi, grazie a un approccio integrato e su misura per il singolo paziente.

Un impegno concreto per la comunità

L’evento, tenutosi durante la Giornata Mondiale dell’Alzheimer, ha visto la partecipazione di esponenti della ricerca, delle istituzioni, professionisti sanitari e realtà del terzo settore. L’attenzione è stata rivolta al ruolo cruciale dei centri diurni nei percorsi di assistenza, con un focus su come l’integrazione tra cure e supporto socioassistenziale possa migliorare la qualità della vita dei pazienti e dei loro cari. «In Italia vivono oltre 1,4 milioni di persone con demenza, di cui circa 600.000 affette da Alzheimer: un numero destinato a crescere rapidamente per via dell’invecchiamento demografico», ha ricordato Franco Parasassi, presidente della Fondazione Roma.

Il progetto integra ricerca traslazionale, attività clinica e supporto socioassistenziale, con l’obiettivo di creare un hub in cui ricerca avanzata, cura e innovazione convergano per trasformare le scoperte scientifiche in soluzioni applicabili. Questo centro rappresenta un esempio concreto di come l’innovazione scientifica possa essere messa al servizio della comunità, creando un impatto positivo sulla vita dei pazienti e delle loro famiglie. Il Centro punta a rappresentare un vero e proprio hub in cui ricerca avanzata, cura e innovazione convergano per trasformare le scoperte scientifiche in soluzioni applicabili, favorire la diagnosi precoce e migliorare la vita delle persone con Alzheimer e dei loro cari. L’obiettivo è restituire la speranza di un futuro dignitoso e sereno, grazie a un approccio integrato e su misura per la cura del paziente.

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