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mercoledì 23 Settembre 2026

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Salute

Sanità in Valle d’Aosta: sindacati e associazioni chiedono piano regionale e investimenti per personale

Sindacati e associazioni denunciano aumento tariffe senza risoluzione problemi strutturali in sanità.

Le organizzazioni sindacali Cgil, Fp Cgil e Federconsumatori della Valle d’Aosta hanno lanciato un appello per un piano regionale sulle liste d’attesa e un piano straordinario per il personale sanitario, denunciando che l’aumento delle tariffe non risolve i problemi strutturali del sistema sanitario locale. Dopo l’entrata in vigore, il 21 settembre, delle nuove tariffe massime di rimborso per oltre 600 prestazioni del Servizio sanitario nazionale, con un aumento medio del 5,8 per cento, i sindacati sottolineano che i cittadini rischiano di pagare di più senza accedere a cure tempestive e accessibili.

Incrementi significativi in alcune prestazioni

Le nuove tariffe interessano 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e 222 codici di assistenza protesica, con incrementi particolarmente rilevanti per alcune prestazioni. Ad esempio, la diagnostica vascolare è aumentata del 52,5 per cento, le biopsie del 16,8 per cento e l’elettromiografia del 13,3 per cento. Tuttavia, si precisa che si tratta di tariffe di riferimento e non del ticket effettivamente pagato dai cittadini, che dipende da regole di compartecipazione, esenzioni e tetti regionali.

Il rischio concreto è che i cittadini sostenano costi più elevati senza accedere al servizio pubblico in tempi adeguati. La situazione si complica ulteriormente con un aumento del 7,4 per cento delle prenotazioni, che hanno raggiunto quasi 28.500, e un rispetto dei tempi di attesa al 77 per cento per le prime visite e al 69,2 per cento per la diagnostica. La Valle d’Aosta risulta tra le poche regioni in cui le performance sui tempi di attesa sono peggiorate.

Problemi strutturali non risolti

Secondo i sindacati, l’aumento delle tariffe non affronta i nodi strutturali che caratterizzano la sanità regionale. La carenza di circa 30 medici di medicina generale riconosciuta dalla stessa Usl e la vacanza del Direttore generale aggravano la situazione. La difficoltà riguarda anche il personale sanitario e di supporto, che non riesce a garantire tempestività e accessibilità alle cure. Pagare di più non significa curarsi prima né curarsi meglio. I sindacati e l’associazione Federconsumatori chiedono che entro il 22 dicembre 2026 venga adottato un piano regionale di governo delle liste d’attesa, costruito sulle specificità della Valle d’Aosta e non come semplice recepimento formale delle indicazioni nazionali. Inoltre, richiedono un piano straordinario per il personale sanitario, accompagnato da un investimento regionale aggiuntivo rispetto ai vincoli nazionali di spesa, utilizzando le possibilità offerte dallo Statuto speciale.

È indispensabile un monitoraggio pubblico e trasparente dei tempi di attesa e degli interventi messi in campo, con una verifica periodica nelle sedi istituzionali. Il sindacato e l’associazione hanno già ottenuto l’apertura di un tavolo permanente di confronto con l’Assessorato alla Sanità, nel quale portare proposte su governance, personale, appropriatezza e trasparenza. Il confronto proseguirà con l’obiettivo di evitare che gli aumenti delle tariffe si traducano in un ulteriore trasferimento di costi sulle famiglie, mentre il servizio sanitario pubblico non garantisce a tutti il diritto a cure tempestive e accessibili.

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