Ventinove anni dopo la morte di Lady Diana, Charles Spencer, fratello della principessa, ha pubblicato un libro che ha suscitato reazioni forti e dibattiti. Il volume, intitolato “Canto del cigno”, racconta episodi di vita privata e familiare, ma anche accuse a re Carlo e a Piers Morgan, il giornalista britannico. L’uscita del libro, avvenuta negli Stati Uniti, ha acceso discussioni su come la famiglia reale abbia gestito la memoria di Diana e su come Charles, pur essendo un membro della famiglia, abbia cercato di monetizzare la sua storia.
Un vittimismo in ritardo e pieno d’ira
Il libro di Charles Spencer, scritto con un tono che mescola pettegolezzi e accuse, ha suscitato polemiche per il suo approccio al passato. Il fratello di Diana, che ha sempre cercato di distinguersi dal ruolo di figlio della principessa, sembra aver scelto di usare la sua posizione per raccontare una versione della storia che, secondo lui, non è mai stata detta. Tra le accuse, spicca quella rivolta a re Carlo, che Charles sostiene non abbia mai mostrato dolore per la morte della sorella. L’ira di Charles, però, non si limita al re: anche Piers Morgan, noto per le sue dichiarazioni su Diana, è stato criticato per il suo ruolo nel periodo in cui la principessa era in vita.
Una delle pagine più dibattute del libro riguarda il momento in cui i figli di Diana, William e Harry, hanno camminato dietro al carro funebre. Charles, nel libro, racconta una discussione tra lui e il principe ereditario, in cui il re sembra sottolineare l’assenza di senso del dovere nella famiglia Spencer. La scena, che ha suscitato reazioni forti, ha messo in luce il trauma dei due ragazzi, ma anche la tensione tra i membri della famiglia reale.
Le accuse e il trauma dei figli
Il libro, però, non si limita a raccontare il passato. Charles, che ha sempre cercato di distinguersi dal ruolo di figlio di Diana, ha anche espresso una sorta di rancore verso la famiglia reale, che, secondo lui, non ha mai dato il giusto riconoscimento alla sua sorella. L’ira di Charles, però, non è solo un sentimento personale: è anche una forma di protesta contro un sistema che, a suo parere, non ha mai dato voce a chi non è al centro del potere.
Le reazioni al libro sono state immediate e forti. Molti hanno sostenuto che Charles abbia usato la sua posizione per vendere un libro che, pur se scritto con un certo stile, non è mai stato veramente rivelatorio. Altri, invece, hanno visto in lui un uomo che, dopo anni di silenzio, ha finalmente trovato la voce per raccontare una verità che, per anni, è rimasta nascosta.
La storia di Hollywood è una storia di lavoro, ha scritto Ari Emanuel in un libro citato da Charles. E forse anche la storia di questa famiglia è una storia di lavoro, anche se non sempre è stato riconosciuto. Il libro di Charles Spencer, quindi, non è solo un racconto di pettegolezzi, ma anche una testimonianza di un uomo che, dopo anni di silenzio, ha deciso di parlare. E, sebbene le reazioni siano state forti, il libro rimane un documento importante, che, sebbene non sia perfetto, ha dato voce a una storia che, per anni, è rimasta nascosta.



