Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

mercoledì 23 Settembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Esteri

Cyber diplomazia UE: l’UE punta su sanzioni più ampie per contrastare la cyber warfare russa

L’UE adotta sanzioni più ampie per contrastare la cyber warfare russa, rafforzando la sovranità digitale.

L’Unione Europea ha adottato un pacchetto di sanzioni più ampio di sempre per contrastare la strategia di cyber warfare russa, segnando un passo decisivo nella difesa delle infrastrutture critiche e nel rafforzamento della sovranità digitale. L’azione, coordinata con il Regno Unito, mira a bypassare la strategia della plausible deniability utilizzata da Mosca per negare l’attribuzione politica dei suoi attacchi nel dominio digitale. Questo nuovo strumento rappresenta una risposta strutturata e sistemica, volta a colpire l’intero ecosistema digitale avversario, non solo singoli eventi.

Un confronto geopolitico inasprito

La cyber warfare russa è parte di un più ampio confronto geopolitico tra Russia ed Europa occidentale, che si è inasprito a partire dall’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe di Mosca. L’attacco digitale, condotto attraverso un network opaco e dinamico composto da entità private, si presenta come una forma di guerra ibrida senza firma, con effetti che si estendono a diversi settori delle società europee. L’UE, pur mantenendo una sua genetica condizione di frammentazione geopolitica, sembra finalmente in procinto di giungere a una risposta unitaria, attraverso un sistema di sanzioni in grado di superare la strategia di negazione russa.

Il Cyber Diplomacy Toolbox: una svolta strategica

Lo strumento del Cyber Diplomacy Toolbox, istituito nel 2017 e con un regime sanzionatorio specifico adottato nel 2019, è stato recentemente potenziato. La logica di attivazione è cambiata: da una risposta evento per evento a una logica di risposta targetizzata ma sistemica, volta a colpire l’intero ecosistema digitale avversario. L’UE, con questa mossa, manifesta l’intenzione di proiettare il proprio potere digitale all’esterno, estendendo l’allineamento a un numero maggiore di Stati terzi che tradizionalmente si associano alle misure restrittive europee. L’UE si allinea in questo caso anche con il Regno Unito, rafforzando un’alleanza strategica.

Le dichiarazioni di Kaja Kallas, Alto Rappresentante e Vicepresidente della Commissione Europea, sottolineano la condanna del comportamento della Russia, che prende di mira i servizi pubblici e le infrastrutture critiche, causando interruzioni e perdite finanziarie. Queste parole evidenziano la preoccupazione europea per la necessità di rafforzare la protezione delle infrastrutture critiche, rispetto ad attacchi provenienti da attori ostili, come la Russia, nei diversi settori delle società europee.

Rischi e scenari futuri

Gli scenari plausibili a breve termine sono due. Il primo prevede una sostanziale continuità del contesto, con la Russia che continua a portare avanti sabotaggi e attacchi cyber “coperti” e a bassa intensità sul territorio europeo, senza compiere azioni di portata eclatante. Il secondo, meno probabile, prevede un’escalation della cyber warfare, in particolare contro le infrastrutture critiche energetiche, idriche e sanitarie, in vista della stagione invernale, diretta soprattutto verso i Paesi baltici, scandinavi e nordeuropei. A questa postura aggressiva nel dominio digitale si potrebbe affiancare un’azione di guerra economica russa nel settore logistico, volta a indebolire la supply chain agroalimentare dei cereali e dei fertilizzanti che parte dal Mar Nero verso l’Europa e l’area MENA. Ciò può essere determinato sia da un eventuale blocco o riduzione dell’export russo verso l’Europa, che dagli effetti della cosiddetta “guerra dei porti” tra Russia e Ucraina sui flussi in uscita dai terminal di entrambi i Paesi.

Leggi anche