Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

domenica 8 Novembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Esteri

3M paga 7,35 miliardi di dollari per risolvere cause legate ai Pfas negli USA

3M paga 7,35 miliardi di dollari per risolvere cause legate ai Pfas negli Usa

Il colosso chimico statunitense 3M ha annunciato un accordo da quasi 7,35 miliardi di dollari per risolvere le cause legate ai danni alla salute causati dai Pfas (perfluoroalchiliche) in acque pubbliche. L’accordo, annunciato martedì 3 novembre, copre circa il 99% dei ricorsi in corso e riguarda fino a 120mila persone. L’azienda non ha ammesso alcuna colpa e ha ribadito la sua disponibilità a difendersi in tribunale. L’accordo, che si estende su nove anni, chiude circa il 99% delle richieste di risarcimento per danni alla persona, sia quelle interne che quelle esterne alla causa federale sulle schiume antincendio.

Un passo avanti per le vittime

La decisione di 3M rappresenta un importante passo avanti per le vittime dell’inquinamento da Pfas, sostanze considerate “inquinanti eterni” per la loro persistenza nell’ambiente. Secondo le motivazioni depositate a dicembre, l’azienda sapeva dell’inquinamento causato dai Pfas ma non lo comunicò mai alle istituzioni. L’accordo prevede un calendario di versamenti a favore del debitore, con 50 milioni di dollari nel 2026 e circa il 20% del totale concentrato negli ultimi due anni.

Non è la prima volta che 3M si trova a fronteggiare cause per la contaminazione da Pfas. Nel 2023, l’azienda aveva già accettato di pagare 10,3 miliardi di dollari ai sistemi idrici pubblici statunitensi per l’inquinamento delle acque. L’azienda ha anche ricordato di aver completato, entro fine 2025, il piano per interrompere la produzione di tutti i Pfas a livello globale.

Un precedente in Italia

Il caso dei Pfas non è nuovo in Italia. A maggio 2025, il Tribunale di Vicenza aveva riconosciuto per la prima volta in Italia il nesso tra esposizione ai Pfas e la morte di un lavoratore, un ex operaio della Miteni. Il disastro ha toccato 350mila cittadini e ha visto l’azienda condannata per non aver comunicato l’inquinamento. Il 26 giugno 2025, la Corte d’assise di Vicenza ha condannato 11 persone a 141 anni di carcere complessivi per l’inquinamento delle acque nelle province di Vicenza, Padova e Verona, causato dall’ex stabilimento Miteni di Trissino.

Le sostanze Pfas sono state associate a danni al fegato, basso peso alla nascita, minore risposta anticorpale ai vaccini e a tumori del rene e dei testicoli. L’interesse per queste sostanze, puramente chimiche, si è esteso a livello globale, con conseguenze significative per la salute e l’ambiente. Resta aperta la strada del contenzioso. L’azienda, che affronta migliaia di cause per la contaminazione da Pfas, ha ribadito che resta aperta la strada del contenzioso. L’amministratore delegato William Brown ha parlato di “una tappa significativa per 3M” che riduce in modo sostanziale l’incertezza legale. Altre aziende, tra cui DuPont, Corteva e Chemours, sono a loro volta bersaglio di cause legate ai Pfas. L’annuncio di 3M rappresenta un ulteriore passo nella gestione di un problema che ha coinvolto migliaia di persone in diversi Paesi.

Leggi anche