Il teatro della Fortuna di Fano, uno dei simboli della cultura e dell’identità locale, è stato escluso dall’elenco dei teatri storici riconosciuti dall’Unesco. La motivazione fornita dalla commissione Icomos, che ha redatto la relazione al Ministero della Cultura, indica la perdita dell’integrità storica della costruzione, conseguente alle opere di restauro eseguite tra la fine della guerra e il 1998. La decisione ha suscitato delusione e dolore, soprattutto tra i cittadini e i rappresentanti locali che hanno visto un riconoscimento meritato sfumare.
Un restauro necessario ma che ha compromesso l’integrità storica
Il teatro, costruito nel 1863 da Luigi Poletti, è stato ricostruito dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, un processo che ha durato cinquant’anni. Pur essendo necessario e ben condotto, il restauro ha comportato l’aggiunta di un nuovo corpo di fabbrica sovrapposto all’ottocentesco loggiato della vecchia Pescheria, l’adeguamento degli arredi e l’installazione di elementi come il lampadario centrale e le statue della galleria. Queste opere, pur utili per la funzionalità moderna, hanno compromesso l’autenticità e l’integrità storica del sito, rendendolo non idoneo per l’inserimento nella lista Unesco.
La ricostruzione, pur necessaria, ha modificato l’aspetto originale del teatro. La commissione Icomos ha sottolineato che il restauro ha alterato l’integrità storica, rendendo impossibile il riconoscimento come patrimonio dell’umanità. La decisione ha suscitato una forte reazione, soprattutto tra i cittadini e i rappresentanti locali, che vedono nel teatro un simbolo della cultura e dell’identità di Fano.
Un patrimonio unico e una storia che non si è mai interrotta
Il teatro della Fortuna è considerato unico per le sue soluzioni scenografiche e costruttive, che riflettono l’ordine vitruviano e l’equilibrio armonico tra masse e linee. La sua storia è legata all’unità d’Italia e alla ricostruzione postbellica, un periodo in cui la città ha visto la sua architettura e cultura rialzata da terra. Nonostante i danni subiti, il teatro di Fano è rimasto intatto, a differenza di altri teatri come quelli di Terni e Rimini, distrutti dai bombardamenti. La sua sopravvivenza è un simbolo di resistenza e di riconoscimento culturale. La delusione è stata espressa in modo forte dalla consigliera regionale del M5S, Marta Ruggeri, che ha sottolineato come la risposta del governo sia stata deludente. Inoltre, ha ricordato che l’esclusione del teatro di Cagli è già stata giudicata illegittima dal Tar Marche, rendendo ancora più grave l’immobilismo delle istituzioni.
Nonostante l’esclusione, il teatro della Fortuna rimane un simbolo della cultura e dell’identità di Fano. La sua storia, le sue caratteristiche uniche e la sua capacità di resistere ai danni del tempo testimoniano un valore che va al di là del riconoscimento istituzionale. La comunità locale, però, continua a sperare in un futuro in cui il teatro possa essere riconosciuto come un patrimonio della umanità, non solo per il suo valore storico, ma anche per la sua capacità di unire passato e presente in un’unica architettura.



