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mercoledì 23 Settembre 2026

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Cronaca nera

Harvey Weinstein condannato a 15 anni per aggressione sessuale a Miriam Haley, il giudice lo accusa di abuso di potere

Harvey Weinstein condannato a 15 anni per aggressione sessuale, il giudice lo accusa di abuso di potere

Harvey Weinstein, ex produttore cinematografico accusato di violenza sessuale, è stato condannato a 15 anni di carcere per l’aggressione sessuale a Miriam Haley, una delle prime vittime a denunciare le sue azioni nel 2017. La sentenza, emessa da un tribunale di Manhattan il 23 settembre 2026, chiude un capitolo decisivo del lungo processo giudiziario che ha visto l’ex magnate di Hollywood accusato di aver abusato del suo potere e posizione. La condanna arriva dopo un processo che ha visto il giudice rivolgergli accuse dirette, sottolineando l’impatto devastante delle sue azioni sulla vittima.

Un processo lungo anni, un verdetto che chiude un capitolo

Harvey Weinstein, 74 anni, si è presentato in aula su una sedia a rotelle, con le mani ammanettate al sedile, dopo aver rifiutato le accuse ma espresso scuse per le sue azioni. La condanna arriva dopo un processo che ha visto il giudice Curtis Farber rivolgergli parole dure, accusandolo di aver “preso con la forza ciò che voleva e non si è mai assunto le sue responsabilità”. L’episodio in questione, avvenuto nel 2006, ha visto Weinstein costretto a un rapporto orale con Haley, all’epoca assistente di produzione per il programma Project Runway. La sentenza di oggi rappresenta un ulteriore passo nella giustizia per Harvey Weinstein, ma non è l’ultimo. Molti ancora attendono il verdetto per altri episodi, e il caso rimane un simbolo del movimento #MeToo, che ha cambiato il modo in cui si guarda alla violenza sessuale e all’abuso di potere nel mondo del lavoro e del cinema.

Un caso che ha dato vita al movimento #MeToo

Le accuse contro Weinstein, che si sono accumulati nel tempo, hanno dato origine al movimento globale #MeToo, nato proprio dalle prime denunce pubbliche del 2017. Sono oltre 80 donne a aver accusato l’ex produttore di aggressioni o molestie sessuali, con il caso di Haley rappresentando uno dei primi e più significativi. La sentenza di oggi, però, non è la prima per Weinstein: nel 2020 era già stato condannato a 23 anni per stupro e aggressione sessuale, ma il verdetto era stato annullato nel 2024 per motivi procedurali, portando a un nuovo processo.

«Per me è una condanna all’ergastolo», ha detto Haley, che ha spiegato come l’abuso di Weinstein abbia avuto un effetto devastante sulla sua vita e sulla sua sicurezza. L’ex produttore, pur scusandosi, ha rifiutato le accuse, affermando di non essere un uomo violento. La sentenza ha suscitato reazioni anche da parte di familiari e ex partner. L’ultimo marito di Weinstein, Bernard d’Ormale, ha espresso indignazione per la condanna, definendola una “vendita scandalosa”. Al tempo stesso, il caso ha suscitato dibattiti su come la giustizia possa affrontare i casi di abuso di potere e violenza sessuale, soprattutto quando si tratta di figure di spicco nel mondo dello spettacolo.

La condanna arriva dopo anni di procedimenti e un processo che ha visto il giudice accusare Weinstein di abuso di potere. Il caso di Haley rappresenta uno dei primi episodi a essere portato a processo, e la sentenza di oggi chiude un passaggio decisivo del capitolo newyorkese di una vicenda giudiziaria lunga anni.

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