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mercoledì 23 Settembre 2026

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Opposizioni a Palermo depositano mozione per dire no al tetto di alunni stranieri in classe

Opposizioni a Palermo depositano mozione per dire no al tetto di alunni stranieri in classe

Le forze di opposizione del Consiglio comunale di Palermo hanno depositato una mozione per opporsi alla proposta del governo nazionale di introdurre un tetto massimo di alunni stranieri per classe. La decisione, annunciata in aula, è stata sottoscritta da tutti i gruppi di opposizione, tra cui il Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Avs, Oso, Progetto Civico Italia e Gruppo Misto. I rappresentanti hanno sottolineato come la scuola pubblica debba rimuovere gli ostacoli e non costruire divisioni sulla base dell’origine o della cittadinanza. Il dibattito, acceso in questi giorni, ha visto il coinvolgimento di diverse forze politiche che hanno espresso preoccupazione per il rischio che i bambini possano diventare terreno di contrapposizione politica.

Scuola aperta a tutti, non terreno di contrapposizione

La mozione chiede un confronto immediato con la maggioranza che governa Palermo. I rappresentanti delle opposizioni hanno espresso preoccupazione per il rischio che i bambini possano diventare terreno di contrapposizione politica. “Troviamo grave che bambini e bambine possano diventare terreno di contrapposizione politica e che la loro cittadinanza venga utilizzata per costruire una distinzione tra chi dovrebbe sentirsi a casa nella scuola italiana e chi, superata una certa percentuale, rischia di essere rappresentato come una presenza da contenere”, si legge nella nota congiunta. La scuola non deve diventare un campo di battaglia politico.

La scuola deve costruire coesione sociale

Le opposizioni hanno sottolineato che la scuola pubblica deve rimuovere gli ostacoli e non costruire nuove divisioni. “La scuola è aperta a tutti, deve aiutare a non formare ghetti e a non alzare barriere e deve costruire coesione sociale”, ha ricordato la presidente del Consiglio, una frase che ha suscitato contestazioni radicali. “Le parole utilizzate dalla presidente del Consiglio consegnano al Paese un’immagine della scuola che contestiamo radicalmente”, ha affermato la nota. I bimbi non possono essere messi gli uni contro gli altri.

Le forze di opposizione hanno anche ricordato che molti bambini con cittadinanza non italiana sono nati a Palermo, crescono nei quartieri e frequentano le scuole locali. Se esistono difficoltà linguistiche, dispersione o condizioni di fragilità, è lì che la politica deve intervenire, con risorse, insegnanti e strumenti adeguati. “Chiediamo alla maggioranza che governa Palermo di confrontarsi nel merito e di dire con chiarezza quale idea di scuola intende sostenere”, hanno concluso i rappresentanti delle opposizioni.

La mozione, depositata immediatamente dopo l’annuncio in aula, è vista come una risposta necessaria a un dibattito che ha coinvolto anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Su una questione così importante non servono ambiguità”, hanno sottolineato le opposizioni, che chiedono al Consiglio comunale di Palermo di potersi esprimere pubblicamente. La discussione, dunque, è tutt’altro che astratta, ma un tema cruciale per la comunità locale. La scuola pubblica, hanno ricordato le opposizioni, ha il dovere di eliminare gli ostacoli e di promuovere l’integrazione, non di creare nuove divisioni. La scuola deve essere un luogo di inclusione, non di separazione. I bimbi non possono essere messi gli uni contro gli altri, hanno concluso, con un forte messaggio di solidarietà e coesione sociale.

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