Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

mercoledì 23 Settembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Politica

Il Pd abbandona la legge contro l’antisemitismo, cedendo al populismo di sinistra

Il Pd decide di votare No alla legge contro l’antisemitismo, cedendo al populismo di sinistra.

Il Partito Democratico (Pd) ha deciso di votare No alla legge contro l’antisemitismo, un passo che segna un ulteriore cedimento al populismo di sinistra. La decisione, presa durante un’assemblea del gruppo dei deputati, ha scombinato i piani di Elly Schlein, che aveva sperato di modificare il testo del ddl. Il ddl, nato dall’iniziativa legislativa del senatore dem Graziano Delrio, è ora alla Camera e ha visto il Pd decidere di opporsi, mentre al Senato si era astenuto. La scelta del Pd appare legata a una volontà di aderire al lessico politico imposto da Giuseppe Conte e da figure come Francesca Fratoianni, che promuovono una posizione durissima nei confronti di Israele.

Un’ulteriore sottomissione al populismo

Una proposta di Schlein respinta

Elly Schlein, durante l’assemblea, ha avanzato una proposta alla maggioranza di governo: sostituire la Dichiarazione dell’Ihra, prevista nel ddl, con quella di Gerusalemme. Questa modifica, però, non è stata accettata. La Dichiarazione dell’Ihra è considerata da parte della sinistra radicale, M5S e Avs, ma anche da gran parte del Pd, una minaccia alla libertà di criticare Israele. Se la maggioranza non accoglierà questa proposta, il Pd voterà No. La decisione di Schlein, tuttavia, non ha convinto la maggioranza, e il testo è stato bocciato.

Un cambio di linea per il Pd

Un passo verso il consolidamento del populismo

Il cambio di linea del Pd rappresenta un passo significativo. I riformisti del partito, come Lia Quartapelle, Lorenzo Guerini e Piero Fassino, hanno difeso il ddl, che aveva attivamente lavorato Graziano Delrio. La posizione di Laura Boldrini e di altri esponenti del Pd è passata sostanzialmente avallata da Schlein. Questo cambiamento di posizione elimina un punto di dissenso tra il Pd e Conte, e sembra essere un effetto diretto del consolidamento del populismo di sinistra. L’avvocato del populismo ha imposto da tempo al centrosinistra il proprio lessico politico: pace, disarmo, durissima ostilità verso Israele.

La decisione del Pd di votare No alla legge contro l’antisemitismo potrebbe essere soltanto l’antipasto di un ulteriore passo verso il consolidamento del populismo di sinistra. I riformisti temono che, dopo aver abbandonato i difensori della memoria dell’Olocausto, tocchi all’Ucraina, con un compromesso lessicale a Conte tutt’altro che sgradito. La scelta del Pd appare quindi non solo un atto politico, ma anche una strategia per aderire a un’agenda più radicale, che sembra sempre più dominante nel panorama politico italiano.

La posizione di Elly Schlein, che ha ricordato di avere parenti finiti nei campi di concentramento nazisti, ha avuto un effetto emotivo durante l’assemblea. Tuttavia, non ha portato a un cambiamento nella decisione del Pd. Il ddl, che era stato approvato al Senato, ora è in discussione alla Camera e rischia di essere bocciato. La scelta del Pd appare legata a una volontà di aderire a un’agenda politica più radicale, che sembra sempre più dominante nel panorama italiano.

Il voto sulla legge potrebbe essere soltanto l’antipasto di un ulteriore passo verso il consolidamento del populismo di sinistra. I riformisti del Pd temono che, dopo aver abbandonato i difensori della memoria dell’Olocausto, tocchi all’Ucraina, con un compromesso lessicale a Conte tutt’altro che sgradito. La scelta del Pd appare quindi non solo un atto politico, ma anche una strategia per aderire a un’agenda più radicale, che sembra sempre più dominante nel panorama politico italiano.

Leggi anche