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mercoledì 23 Settembre 2026

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Esteri

Trump collega allarmi sull’IA a vecchi complotti russi

Trump collega allarmi sull’IA a vecchi complotti russi, usando la stessa formula per delegittimare critiche.

Donald Trump ha collegato i recenti allarmi sull’intelligenza artificiale a una serie di complotti che, a suo dire, hanno sempre cercato di danneggiarlo. Durante il discorso all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il presidente ha sostenuto che gli avvertimenti sui rischi dell’IA arrivano dallo stesso ambiente che, a suo avviso, ha alimentato la «Russia hoax». Questa formula, usata per anni, continua a essere uno strumento per delegittimare qualsiasi contestazione o allarme, anche se non ha più lo stesso peso di una volta.

Un’ossessione che non si è mai spenta

La «Russia hoax» è diventata una parola passepartout per Trump, utilizzata per ridurre complessità a semplicità. A seconda del momento, ha indicato con quella formula le accuse di collusione tra la sua campagna e Mosca, l’indagine del procuratore speciale Robert Mueller, le accuse di sorveglianza illegale o qualsiasi contestazione del suo rapporto con la Russia. Il riferimento alla Russia non è nuovo, ma è diventato un modo per trasformare ogni nuova critica in una «bufala». La stessa formula si applica ora all’intelligenza artificiale. Trump ha collegato i nuovi allarmi sull’IA a quel «gruppo di persone» che, nella sua narrazione, ha costruito il Russiagate. A quasi dieci anni dalle elezioni del 2016, la «Russia hoax» non è più soltanto un modo per raccontare una vecchia controversia, ma una categoria politica utilizzabile contro qualsiasi nuovo allarme o contestazione.

La «bufala» resta, anche se non tutto è falso

Le agenzie di intelligence americane conclusero nel 2017 che la Russia aveva cercato di interferire nelle elezioni del 2016 e che Mosca aveva sviluppato una preferenza per Trump. L’indagine Mueller, invece, non stabilì una collusione tra la campagna Trump e il governo russo. Una successiva indagine della commissione Intelligence del Senato, controllata dai Repubblicani, confermò e approfondì quelle conclusioni. Tuttavia, alcune ricostruzioni più controverse, come quelle del cosiddetto Steele dossier, si rivelarono infondate.

Questo mix di fatti e ricostruzioni false ha reso efficace la formula di Trump. Oggi, applica lo stesso meccanismo all’intelligenza artificiale, collegando i nuovi allarmi a quel «gruppo di persone» che, nella sua narrazione, ha costruito il Russiagate. Trump ha anche allargato il paragone al cambiamento climatico, dicendo che le stesse persone che sostenevano un’ipotetica fine del mondo per il riscaldamento globale oggi sostengono che l’IA possa ucciderli tutti. La conclusione è netta: «Incoraggeremo soltanto la superintelligenza. La incoraggeremo, non la limiteremo». Il presidente ha anche proposto di chiamarla «superintelligenza», o «S.I.», invece di artificial intelligence, e ha detto che questa sarà la denominazione ufficiale nei documenti del governo americano.

  • Trump usa la «Russia hoax» per delegittimare critiche.
  • La formula è diventata una categoria politica utilizzabile.
  • Le ricostruzioni su Trump-Russia si rivelarono infondate.

La «bufala» resta, anche se non tutto è falso. Trump continua a usare questa strategia per ridurre ogni contestazione a un’ipotesi di complottismo, anche se il contesto è cambiato. Il dibattito sull’intelligenza artificiale, come il Russiagate, è diventato un nuovo campo per la sua narrativa. La «Russia hoax» non è più solo un vecchio slogan, ma un’arma politica che si adatta a nuovi temi, mantenendo sempre lo stesso meccanismo di delegittimazione.

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