Il Superbonus 110% ha lasciato un’impronta profonda in Lazio e Roma, dove sono stati realizzati quasi 10,5 miliardi di investimenti, con un’impronta che difficilmente si cancellerà con una semplice vernice. La regione, in particolare, ha visto un’esplosione di cantieri e detrazioni, con numeri che parlano di un cambiamento radicale nella riqualificazione degli edifici residenziali. La spesa complessiva ha superato i 4,7 miliardi, con interventi che hanno trasformato facciate, impianti e bilanci condominiali. Il Climate City Contract di Roma registra 88.413 interventi collegati al Superbonus e 156.780 all’Ecobonus, un dato che sottolinea l’impatto del programma su un territorio dominato da palazzine e complessi residenziali.
Un mercato che ha già presentato il conto
Sebbene il Superbonus 110% sia quasi consegnato agli album dei ricordi, il suo effetto si sente ancora nel settore immobiliare. L’ex direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli ha definito il programma «una vergogna nazionale che abbiamo rimosso troppo presto», un commento che ha riacceso il dibattito su come i bonus abbiano trasformato il mercato. Secondo dati recenti, il 38% degli edifici residenziali nel Lazio risale al periodo 1961-1980, un’età in cui l’efficienza energetica non era ancora una priorità. Questo ha reso il Superbonus non solo un incentivo, ma un’opportunità per rinnovare un patrimonio che aveva bisogno di un’attenta manutenzione.
La spesa complessiva del Superbonus e dell’Ecobonus ha superato i 4,7 miliardi, con un impatto significativo sui condomini. Quasi sette euro su dieci sono finiti nei condomini: un dettaglio non secondario in un territorio dominato da palazzine e grandi complessi residenziali. Il programma ha modificato non solo l’aspetto esteriore degli edifici, ma anche la gestione interna, con un effetto che si sente ancora oggi.
Un ritorno alla normalità con detrazioni ridotte
Nel 2026, il quadro si è notevolmente modificato. Le detrazioni per le ristrutturazioni sono passate al 50% per l’abitazione principale e al 36% per gli altri casi, con un tetto massimo di 96 mila euro. Il Superbonus ordinario, invece, è sostanzialmente uscito di scena, salvo specifiche fattispecie residue. Questo ha portato a una riduzione del volume di interventi, con un rallentamento del settore edile privato. Secondo Ance, gli investimenti regionali nel 2025 hanno limitato la flessione allo 0,2%, ma la manutenzione straordinaria ha sofferto per la riduzione dei bonus.
La Banca d’Italia ha segnalato che l’edilizia privata nel Lazio ha risentito della rimodulazione degli incentivi. A tenere in piedi il settore sono soprattutto i progetti del PNRR, il Giubileo e le opere pubbliche. Questo scenario indica un ritorno alla realtà, con un mercato che si adatta a nuove regole e a una maggiore responsabilità. Il bonus casa, sebbene ridimensionato, continua a essere un strumento importante per la riqualificazione, ma con un impatto economico meno esteso rispetto al passato.



