Il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) di Olbia ha annullato il divieto di dare cibo ai cani randagi, permettendo ai cittadini di alimentare gli animali, a condizione che i contenitori utilizzati siano rimossi. La decisione, resa pubblica il 24 settembre 2026, è arrivata dopo un ricorso presentato dall’associazione “Rispetto per tutti gli animali” contro l’ordinanza del Comune di Olbia. L’ordinanza, approvata dalla Lida (Lega Italiana dei Diritti dell’Animale) e dall’Ordine dei veterinari, aveva vietato l’alimentazione dei cani randagi per contrastare il randagismo. Il Tar ha ritenuto che la misura non fosse giustificata in quanto non esistevano condizioni di urgenza o necessità sufficienti a giustificarla.
Le motivazioni del Tar e il ruolo del sindaco
Secondo il sindaco Settimo Nizzi, il divieto era stato introdotto per facilitare le operazioni di cattura dei cani, in quanto «le guardie ecozoofile attirano gli animali nelle gabbie attraverso il cibo». Tuttavia, i giudici del Tar hanno sottolineato che la situazione non era tale da richiedere un intervento straordinario, e che la misura non era conforme al senso civico. La decisione ha suscitato polemiche tra cittadini e associazioni, che avevano espresso preoccupazioni per la gestione del randagismo e per la salute degli animali.
Il Tar ha chiarito che la misura non era giustificata in quanto non esistevano condizioni di urgenza o necessità sufficienti.
Le nuove regole per l’alimentazione dei cani randagi
Le nuove regole stabilite dal Tar prevedono che l’alimentazione dei cani randagi possa avvenire, ma solo utilizzando contenitori appositi e rimossi dopo l’uso. I giudici hanno chiarito che «debba ritenersi del tutto lecita la somministrazione in favore di cani randagi o animali da affezione vaganti in genere, purché il deposito di cibo avvenga attraverso l’uso di appositi contenitori». L’obiettivo è di permettere ai cittadini di contribuire al benessere degli animali, ma senza ostacolare le operazioni di cattura e sterilizzazione. La zona industriale di Olbia, dove l’ordinanza era stata introdotta, non ha più bisogno di misure straordinarie, secondo il Tribunale.
La decisione del Tar offre un nuovo equilibrio tra protezione degli animali e gestione del randagismo.
La decisione del Tar ha aperto un dibattito su come gestire il randagismo in modo più efficace e rispettoso. L’associazione “Rispetto per tutti gli animali” ha espresso soddisfazione per la sentenza, ritenendo che la nuova normativa permetta una collaborazione più costruttiva tra cittadini e autorità. Al tempo stesso, il sindaco Nizzi ha ribadito l’importanza delle operazioni di cattura e sterilizzazione, sottolineando che il divieto era stato introdotto per garantire la sicurezza e la salute pubblica. La situazione rimane complessa, ma la decisione del Tar offre un nuovo equilibrio tra protezione degli animali e gestione del randagismo.



