Il sindacato CGIL-FIOM e UIL-UILM, insieme ai lavoratori dell’indotto Total Tempa Rossa, hanno raggiunto un accordo dopo una forte mobilitazione e uno sciopero a oltranza. La notizia, diffusa il 25 settembre 2026, segna un risultato concreto per i lavoratori, che hanno ottenuto la salvaguardia del Premio di Risultato, un riconoscimento economico consolidato di circa 1650 euro. L’accordo, raggiunto dopo una trattativa tra le aziende Dietsmann e Gruppo D’Andrea e i sindacati, rappresenta un passo significativo per la difesa del salario, dei diritti e della dignità dei lavoratori. La determinazione dei lavoratori ha portato a un cambiamento delle decisioni preesistenti, dimostrando l’efficacia della mobilitazione sindacale.
Salari e diritti: un impegno concreto
Il punto chiave per i sindacati è stato sempre chiaro: non era accettabile cancellare unilateralmente un premio di risultato che aveva garantito ai lavoratori un riconoscimento economico importante. L’accordo non si limita alla salvaguardia del premio, ma include anche un aumento del montante economico, rafforzando così il riconoscimento salariale. Questo risultato è frutto della determinazione dei lavoratori, che hanno manifestato con forza per difendere salario, diritti e dignità. Entrambe le aziende che compongono l’ATI, Dietsmann e Gruppo D’Andrea, hanno assunto l’impegno ad avviare un confronto sindacale strutturato, finalizzato a dare risposte alle richieste avanzate dai lavoratori in materia di crescita professionale, riconoscimento delle professionalità, inquadramenti e crescita del salario reale. Per i sindacati, questo è un punto fondamentale: non basta difendere il salario esistente, bisogna farlo crescere. Alla maggiore professionalità, alle responsabilità e alle competenze maturate negli anni devono corrispondere adeguati riconoscimenti economici e contrattuali.
Un impegno per il futuro del lavoro
Questo accordo rappresenta un risultato importante, che riafferma un principio chiave: chi lavora ogni giorno negli impianti, garantendone funzionamento, sicurezza e produzione, deve partecipare alla ricchezza che contribuisce a produrre. Negli ultimi anni il settore energetico ha generato profitti ed extraprofitti importanti. Non possiamo accettare che, mentre cresce il valore prodotto dalle estrazioni petrolifere, ai lavoratori dell’indotto venga chiesto di rinunciare a salario e diritti. Le gare al ribasso non possono trasformarsi in gare al ribasso sul costo del lavoro.
L’accordo raggiunto dimostra inoltre che quando i lavoratori sono uniti e sostengono con determinazione la mobilitazione sindacale, è possibile cambiare decisioni già assunte e conquistare risultati concreti. Da Tempa Rossa arriva quindi un messaggio che riguarda tutto l’indotto petrolifero lucano. Questo accordo non rappresenta un punto di arrivo, ma deve aprire una fase nuova anche nei prossimi confronti con le compagnie petrolifere, la Regione Basilicata e le aziende dell’indotto.
La discussione sul futuro energetico e sulla transizione della Basilicata deve tenere insieme lavoro di oggi e lavoro di domani, salario, professionalità, sicurezza, investimenti, occupazione stabile e nuove opportunità industriali. Le risorse estratte dalla nostra terra devono produrre sviluppo e prospettive durature per le comunità che le ospitano e per le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno rendono possibile questa produzione. La ricchezza prodotta in Basilicata deve lasciare più ricchezza in Basilicata. E una parte di quella ricchezza deve tornare a chi la produce attraverso più salario, più diritti e più riconoscimento professionale.



