La Spagna si appresta a diventare un punto di riferimento europeo per l’idrogeno verde, grazie al suo potenziale nelle fonti rinnovabili. Il progetto nazionale, in costruzione a Palos de la Frontera in provincia di Huelva, rappresenta la prima fase della “valle andalusa dell’idrogeno verde”, un’ambiziosa iniziativa volta a ridurre la dipendenza energetica dal petrolio e dal gas e a trasformare il Paese in un esportatore di energia pulita. L’obiettivo non è sostituire indiscriminatamente i combustibili fossili, ma sfruttare l’idrogeno verde in settori difficili da elettrificare, come l’industria pesante e il trasporto marittimo.
Un’industria in crescita, ma con sfide da superare
L’idrogeno verde, prodotto tramite elettrolisi utilizzando elettricità rinnovabile, rappresenta una delle tecnologie chiavi per la decarbonizzazione. Tuttavia, la sua produzione richiede enormi quantità di energia, che in Spagna è disponibile grazie a una combinazione di sole e vento. Secondo Maarten Wetselaar, amministratore delegato di Moeve, l’azienda che ha avviato il progetto Onuba, il costo dell’idrogeno verde dipende in gran parte dal prezzo dell’elettricità rinnovabile. La Spagna è una grande fonte di energia rinnovabile e quindi può essere e sarà il principale produttore di idrogeno verde in Europa.
Nonostante i vantaggi, l’idrogeno verde non è ancora competitivo sul mercato. Il suo costo rimane generalmente superiore a quello dell’idrogeno grigio, prodotto da combustibili fossili. Tuttavia, l’aumento dei prezzi del gas e la riduzione dei costi degli elettrolizzatori potrebbero ridurre questa differenza. Man mano che la produzione si espanderà, i costi si abbasseranno e l’idrogeno verde diventerà non solo una fonte di energia pulita, ma anche molto competitiva.
Un progetto nazionale per la transizione energetica
Il governo spagnolo ha definito l’idrogeno rinnovabile come un “progetto di Paese”, con l’obiettivo di raggiungere 12 gigawatt di capacità di elettrolisi entro il 2030. Il presidente Pedro Sánchez ha sottolineato che questa scommessa non riguarda solo la protezione energetica, ma anche l’opportunità industriale. Questa trasformazione non consiste solo nel proteggerci meglio dalle crisi, il che è anch’esso molto rilevante. Consiste anche nello sfruttare un’enorme opportunità industriale.
Il progetto Onuba, in costruzione a Huelva, è un esempio concreto di questa strategia. Con una capacità iniziale di 300 megawatt e un potenziale di espansione fino a 2 gigawatt, l’impianto potrebbe produrre circa 45.000 tonnellate di idrogeno rinnovabile l’anno. La localizzazione non è casuale: Huelva dispone di risorse rinnovabili, infrastrutture portuali e industrie vicine, ideali per la produzione e il consumo dell’idrogeno. L’obiettivo è creare una nuova industria in Spagna, con una catena del valore che va dall’elettrolisi alla distribuzione. Il passaggio a una produzione su larga scala di idrogeno verde solleva anche questioni legate alla sicurezza. L’idrogeno è un gas altamente infiammabile e richiede attenzione alle fughe. Moeve ha assicurato che i nuovi impianti saranno progettati con sistemi a tenuta e con barriere di protezione indipendenti. La nostra priorità è che non ci siano fughe, invece di confidare nel rilevarle in seguito.
Nonostante i progressi, la leadership della Spagna nell’idrogeno verde non è garantita. I costi restano elevati, servono nuove reti di trasporto e stoccaggio, e deve emergere una domanda industriale sufficiente a giustificare gli investimenti. Il progetto H2Med, che collega le reti di idrogeno di Portogallo e Spagna con la Francia e i grandi poli industriali europei, rappresenta un passo importante verso l’integrazione dell’idrogeno verde nel mercato europeo. La Spagna, con le sue risorse e la sua posizione strategica, potrebbe diventare un punto chiave per la decarbonizzazione dell’Europa, ma la prova più difficile è ancora da superare: produrre su larga scala, trovare acquirenti e farlo a un prezzo competitivo.



