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venerdì 25 Settembre 2026

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La Nasa seleziona Prima per esplorare l’universo nel lontano infrarosso

La Nasa ha approvato la missione Prima, che osserverà l’universo nel lontano infrarosso con un telescopio da 1,8 metri.

La Nasa ha dato il via alla missione Prima, una nuova frontiera nell’osservazione dell’universo nel lontano infrarosso. La missione, che entrerà in fase B, ha ottenuto il semaforo verde per il proseguimento del progetto, con un budget fino a 1,2 miliardi di dollari. Prima, lanciata nel 2033, sarà la prima missione della classe Probe Explorers, un programma dedicato a missioni astrofisiche di alto livello. Dotata di un telescopio da 1,8 metri, la missione condurrà osservazioni profonde e ad alta sensibilità del cosmo, contribuendo a colmare il divario tra i telescopi esistenti e i radiotelescopi.

Un passo avanti verso l’universo oscurato

La missione Prima si concentrerà su aree dell’universo che rimangono poco esplorate, come quelle oscurate dalle polveri. «Prima aprirà una finestra sull’universo oscurato dalle polveri, aiutando a capire come si sono formati e sono evoluti i pianeti, le stelle e i buchi neri supermassicci al centro delle galassie», ha spiegato Carlotta Gruppioni, co-investigator del team scientifico. La missione, che si svolgerà per cinque anni, si propone di rispondere a domande fondamentali sulla formazione e l’evoluzione dell’universo, tra cui l’origine degli esopianeti e l’accumulo di elementi pesanti nel tempo.

La missione dovrà superare una confirmation review, una revisione basata sui risultati tecnici, programmatici e di costo, per determinare la sua idoneità a entrare in fase C. Se confermata, il budget per la realizzazione potrebbe raggiungere i 1,2 miliardi di dollari, esclusi i costi di lancio. Con Prima, la Nasa estende le capacità osservative della sua flotta alle lunghezze d’onda del lontano infrarosso, permettendo uno sguardo incredibilmente completo sul cosmo.

Un progetto internazionale di alto livello

Prima è un progetto internazionale che coinvolge partner come il Cnes (Francia), l’Asi (Italia), la Dlr (Germania), la CSA (Canada), il Kasi (Corea del Sud), la Jaxa (Giappone) e l’Agenzia spaziale del Regno Unito. La missione sarà gestita dal Jet Propulsion Laboratory della Nasa, con il supporto di istituti come il Goddard Space Flight Center e il Marshall Space Flight Center. «La missione Prima è la prossima finestra dell’umanità sull’universo profondo», ha dichiarato Nicky Fox, amministratrice associata dello Science Mission Directorate. Con Prima, la Nasa svelerà misteri lungo il corso del tempo cosmico, per comprendere meglio la formazione dei pianeti, delle stelle, dei buchi neri e persino il modo in cui l’acqua è arrivata sulla Terra.

La missione, che si svolgerà per cinque anni, si propone di rispondere a domande fondamentali sulla formazione e l’evoluzione dell’universo, tra cui l’origine degli esopianeti e l’accumulo di elementi pesanti nel tempo. «Una singola missione, da sola, non può sondare tutti i misteri dell’universo. Ma estendendo con Prima le capacità osservative della nostra flotta alle lunghezze d’onda del lontano infrarosso, rendiamo possibile uno sguardo incredibilmente completo sul cosmo», ha affermato Shawn Domagal-Goldman, direttore della Astrophysics Division.

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