Le 170 aziende del settore energetico, tra cui l’italiana Snam, hanno inviato una lettera congiunta alla Commissione europea per chiedere di non ridurre gli obiettivi vincolanti per l’idrogeno dopo il 2030. La lettera, inviata il 23 settembre, arriva in un momento in cui la Commissione UE sta valutando modifiche alla direttiva Red 3, che stabilisce i target per la produzione e l’uso dell’idrogeno verde. Le aziende temono che un allentamento dei target possa compromettere la transizione energetica e la crescita del settore.
Obiettivi vincolanti per l’idrogeno verde
La direttiva Red 3, attualmente in vigore, impone obiettivi specifici per la produzione e l’uso dell’idrogeno a basse emissioni di carbonio. La Commissione UE ha espresso l’intenzione di modificare alcuni di questi target, riducendone la rigidità. Tuttavia, le aziende del settore, rappresentate da un gruppo di 170 società, hanno espresso preoccupazioni. Secondo le loro dichiarazioni, un allentamento potrebbe ridurre la capacità di raggiungere i traguardi climatici fissati a livello europeo.
La stabilità dei target è cruciale per garantire investimenti a lungo termine.
In Italia, il settore dell’idrogeno sta registrando un notevole sviluppo. La gigafactory di De Nora, che si concentrerà sulla produzione di idrogeno verde, sta avanzando, mentre è stato inaugurato l’Opificio Idrogeno Marche, un progetto che mira a promuovere l’uso dell’idrogeno in diverse applicazioni industriali. Questi progetti rappresentano un’importante opportunità per il Paese, ma richiedono un quadro normativo chiaro e stabile, che non preveda riduzioni dei target fissati a livello europeo.
Progetti in Italia per l’idrogeno
Il progresso in Italia si accompagna a un forte impegno per la transizione energetica. L’Opificio Idrogeno Marche, ad esempio, è stato inaugurato e si propone come hub per la ricerca e l’innovazione nel settore. Al contempo, la gigafactory di De Nora si avvia a diventare un punto di riferimento per la produzione di idrogeno verde. Questi progetti dimostrano l’interesse crescente per l’idrogeno come fonte di energia sostenibile, ma richiedono un supporto politico coerente con gli obiettivi fissati a livello europeo.
La pressione delle aziende è un segnale di preoccupazione per la stabilità del settore.
Le aziende del settore sottolineano che la stabilità dei target è cruciale per garantire investimenti a lungo termine e per attrarre tecnologie e competenze. L’incertezza derivante da possibili modifiche alla direttiva Red 3 potrebbe ostacolare il progresso del settore e mettere a rischio la capacità dell’Unione europea di raggiungere i suoi obiettivi climatici. La lettera congiunta rappresenta quindi un forte segnale di preoccupazione e di richiesta di mantenere la coerenza tra politiche nazionali e strategie comunitarie.
- 170 aziende del settore energetico chiedono di non ridurre i target per l’idrogeno post 2030.
- La Commissione UE valuta modifiche alla direttiva Red 3, che impone obiettivi vincolanti.
- In Italia si registrano progetti significativi per la produzione e l’uso dell’idrogeno.
La pressione delle aziende del settore energetico si inserisce in un contesto più ampio di dibattito su come raggiungere gli obiettivi climatici fissati per il 2030 e oltre. L’idrogeno verde, considerato una delle tecnologie chiave per la decarbonizzazione, richiede un supporto politico e normativo coerente. La lettera congiunta rappresenta un tentativo di influenzare le decisioni della Commissione UE, in un momento in cui la transizione energetica richiede una collaborazione stretta tra settore privato e istituzioni europee.



