La sterlina scende a 1,32 dollari, ai minimi da circa tre mesi, in un contesto segnato da tensioni sui conti pubblici britannici e attese di ulteriore rialzo dei tassi da parte della Fed. Il cambio GBP/USD, che ha perso circa il 2,72% nell’ultimo mese, si colloca al livello più basso da quando il mercato ha registrato un calo significativo. L’indebitamento pubblico britannico, certificato dall’Ufficio di statistica britannico (Ons), ha raggiunto 18,3 miliardi di sterline a agosto, un aumento di 2,9 miliardi (+19%) rispetto allo stesso mese del 2025 e di 3,5 miliardi sopra le stime dell’Office for Budget Responsibility (Obr). Da inizio anno fiscale, il disavanzo cumulato è salito a 77,3 miliardi, 8,1 miliardi sopra le attese.
Il dollaro si rafforza, la Fed rilancia l’ipotesi di un ulteriore rialzo
Il dollaro, supportato dalle dichiarazioni hawkish del numero tre della Fed, ha registrato un rialzo del 2,37% nell’ultimo mese, con l’indice DXY che ha toccato quota 101,26. A spingerlo è stato il discorso del presidente della Fed di New York, John Williams, durante una conferenza a Londra. «È probabile che un altro rialzo dei tassi possa essere appropriato entro la fine dell’anno», ha detto Williams, citato da Reuters. Il numero tre della Fed ha ricordato che, dopo l’ultimo rialzo che ha portato i tassi nella forchetta 3,75%-4,00%, 16 dei 18 membri del comitato hanno segnalato la probabilità di almeno un ulteriore intervento entro fine 2026, pur ribadendo che la decisione dipenderà dai dati in arrivo.
La sterlina sconta i conti pubblici in rosso
Al contempo, i timori sui conti pubblici britannici stanno pesando sulla sterlina. L’Ons ha certificato un indebitamento pubblico di agosto pari a 18,3 miliardi di sterline, in aumento di 2,9 miliardi (+19%) rispetto allo stesso mese del 2025. Da inizio anno fiscale, il disavanzo cumulato è salito a 77,3 miliardi, 8,1 miliardi sopra le attese dell’Obr. Secondo l’Ons, l’aumento del disavanzo riflette una spesa cresciuta più delle entrate fiscali, anche per effetto dell’inflazione. Circolano inoltre indiscrezioni secondo cui il Tesoro britannico starebbe valutando di ridurre il margine fiscale a disposizione pur di evitare nuovi aumenti delle tasse nel Budget di ottobre, un’ipotesi che ha ulteriormente alimentato la cautela degli investitori sulla sterlina.
La Bank of England, che il 17 settembre ha mantenuto il tasso di riferimento al 3,75% con una maggioranza di 6 voti contro 3, ha segnalato che l’inflazione Cpi è salita al 3,1% in agosto ed è «probabile che salga ulteriormente nei prossimi trimestri», imputando parte della pressione al rialzo dei prezzi energetici legato al conflitto in Medio Oriente. La banca ha inoltre avviato un piano pluriennale, approvato all’unanimità, per azzerare gradualmente il portafoglio di gilt in suo possesso entro il 2034.
Il movimento del cambio GBP/USD arriva a valle di una seduta, quella di giovedì 24 settembre, in cui il cambio aveva toccato un minimo intraday a 1,3215 dollari prima di un parziale recupero serale. La sterlina, quindi, continua a scontare un contesto economico complesso, con tensioni sui conti pubblici e attese di ulteriore rialzo dei tassi da parte della Fed.



