Venerdì, 25 settembre 2026, il sottosegretario all’Istruzione Paola Frassinetti, esponente di Fratelli d’Italia, ha effettuato una visita alle scuole di Arcore, un evento che ha acceso dibattiti e polemiche a livello nazionale e locale. La visita, inserita nel contesto delle recenti direttive governative sull’integrazione degli alunni stranieri, si è svolta tra le aule della scuola secondaria di primo grado «Stoppani» e della primaria «Giovanni XXIII», con la partecipazione di dirigenti scolastici, sindaco e rappresentanti locali. Tuttavia, l’attenzione si è spostata rapidamente sul passato, con il Partito Democratico che ha scelto di rievocare il caso dell’istituto professionale «Olivetti», un tema che ha suscitato reazioni forti e una reazione immediata da parte del centrodestra.
Il caso Olivetti e le polemiche del Pd
Il Partito Democratico, guidato dal segretario Davide Pennati, ha scelto di non concentrarsi sul dibattito nazionale sull’integrazione, ma di rievocare un episodio storico che ha lasciato cicatrici nel territorio. Si tratta del trasferimento dell’istituto professionale «Olivetti» in via Umberto I, avvenuto negli anni in cui Frassinetti ricopriva il ruolo di assessore provinciale. Secondo la nota del Pd, tra il 2001 e il 2004, la Provincia di Milano decise di spostare la scuola a Vimercate, un provvedimento che ha causato proteste e mobilitazioni locali. «Studenti e città si mobilitarono per evitarlo e Frassinetti, invitata a un Consiglio comunale convocato sul futuro della scuola, non si presentò. L’Olivetti non tornò più e Arcore perse la sua unica scuola superiore pubblica», ha ricordato la nota.
La scuola è un luogo di inclusione e crescita, ma non sempre è stata rispettata. Il Pd ha sottolineato come il trasferimento dell’Olivetti abbia avuto conseguenze profonde per la comunità, con la perdita di un istituto che rappresentava un punto di riferimento per i giovani del territorio. La visita del sottosegretario ha quindi riacceso un dibattito che va oltre le questioni attuali, toccando le ferite del passato.
La replica del centrodestra e le responsabilità storiche
La replica del centrodestra non si è fatta attendere. Rosario Mancino, esponente provinciale di Fratelli d’Italia, ha risposto alle accuse del Pd, richiamando le decisioni prese dai governi centrali dell’epoca. «Furono quei governi ad attuare il dimensionamento scolastico previsto dal DPR 233/1998, demandato per competenza alla Provincia di Milano. Furono quelle direttive a imporre l’accorpamento dell’IPSCT «Olivetti» all’istituto di Vimercate nell’anno scolastico 2000/01 per razionalizzare la rete e contenere la spesa», ha spiegato Mancino. Secondo lui, la sinistra arcorese ha provato a scaricare le colpe sulla Provincia, che si limitò ad eseguire decisioni prese altrove.
Le leggi non possono cancellare i valori costituzionali. Il dibattito si è esteso a un tema più ampio: l’importanza di un modello educativo che rispetti l’inclusione e la diversità. Il consigliere comunale Cheikh Tidiane Gaye ha sottolineato che «i decreti passano, i diritti restano. Nessun provvedimento burocratico, nessuna firma su un testo di legge potrà mai cancellare la dignità intrinseca di ogni essere umano o i valori costituzionali che fondano la nostra convivenza civile».
Parallelamente, il docente universitario e ex assessore alla Cultura Raffaele Mantegazza ha inviato una lettera aperta al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in cui difende il modello educativo e inclusivo costruito sul territorio. La lettera nasce come reazione alle recenti direttive sull’introduzione di un tetto massimo alla presenza di alunni stranieri nelle classi. Mantegazza sostiene che l’inclusione non è una scelta, ma un dato di fatto, e che i valori costituzionali non possono essere messi in discussione. «L’educazione, l’insegnamento, il mondo della società civile e della cooperazione e volontariato sono andati avanti in questi anni, gentile Presidente; molto avanti», ha scritto Mantegazza, sottolineando l’importanza di un approccio educativo che rispetti la diversità e promuova la convivenza civile.
La visita del sottosegretario all’Istruzione a Arcore ha quindi rappresentato un momento di tensione e di confronto, in cui il passato e il presente si sono intrecciati, mettendo in luce le sfide e le opportunità dell’educazione in un contesto sempre più complesso. La questione dell’inclusione, al centro del dibattito, rimane un tema cruciale per il futuro delle scuole e della società.



